Bomba inesplosa davanti a un bar di Porto Cesareo: tra i soci il padre del sindaco

Un ordigno rudimentale, composto da bombolette di gas e bottiglie contenenti liquido infiammabile, è stato trovato all'alba da un pescivendolo del luogo, tra un noto risorante e la caffetteria di cui il padre del primo cittadino del borgo ionico è uno dei quattro soci: sul posto, carabinieri e artificieri per le indagini

Il punto in cui è stato piazzato l'ordigno

PORTO CESAREO -  La miccia, posizionata a otto metri e 40 di distanza, è stata attivata. Forse soltanto per lanciare un messaggio. O forse con esito negativo a causa di un malvivente impacciato e alle prime arm. Di certo c'è che l'ha rinvenuta, all’alba, un pescivendolo del posto. Una bomba inesplosa è stata trovata intorno alle 5,30 presso Torre Cesarea, in una stradina che costeggia da un lato il noto ristorante “Lu Cannizzu”, dall’altro il bar “Alex”.

Il IMG_2475-4-248enne, ha notato l’ordigno rudimentale composto da due bombolette di gas e tre bottiglie di piccole dimensioni, tutte da mezzo litro, con all’interno del liquido infiammabile: accanto, una scia, lunga alcuni metri, lasciata dal gasolio versato da un contenitore che avrebbe dovuto fungere da innesco. L'ordigno, di tipo incendiario e non detonante, è stato attivato. Su questo non vi sono dubbi. Avrebbe arrecato certamente più danni alla trattoria, che ha un rivestimento in legno, che al bar vicino, che ha invece una solida struttura in muratura.

Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione locale, guidati dal maresciallo Vincenzo Caliandro, i colleghi della sezione Investigazioni scientifiche, al comando del luogotenente Vito Angelelli, e i militari della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal maggiore Nicola Fasciano. Oltre agli artificieri del comando provinciale dell’Arma per effettuare una serie di verifiche sull’ordigno rinvenuto e lungo le vie adiacenti.

A supportare l’attività investigativa, sembrano esservi le immagini del circuito di videosorveglianza installato all'esterno della nota trattoria (In foto). I fotogrammi saranno visionate nel corso della giornata dagli inquirenti. Intanto, questi ultimi sono concentrati sull’ascolto dell'uomo che ha scovato la bomba e sulla ricerca di altri eventuali testimoni.

Il pade del primo cittadino è uno dei quattro componenti della società, per il 10 per cento delle quote, che gestisce la caffetteria. Ma l’attività, da circa un anno, è stata data in gestione a due ragazzi di Porto Cesareo. Le ricerche sulle cause del gesto dal chiaro intento minatorio non sono indirizzate sulla relazione di parentela fra l'anziano imprenditore e il politico alla guida del municipio cesarino: è una pista che, almeno al momento, i militari dell’Arma starebbero accantonando.

Del resto, il 3 agosto del 2011, due colpi di fucile furono indirizzati verso un'altra caffetteria del posto, il "Mare Magnum", con chiari intenti intimidatori che furono rivendicati in maniera esplicita. In quell'occasione, la società che gestiva il bar era la stessa proprietaria dell'immobile. Per quanto riguarda il bar "Alex", invece, l'impresa di cui Albano senior è socio non corrisponde alla ditta che gestisce l'esercizio: si tratta solo di soci proprietari dell'immobile.IMG_2481-2

Le ipotesi, dunque, sono almeno tre: il messaggio potrebbe essere rivolto alla società proprietaria dell'edificio che ospita l'Alex bar, oppure alla società immobiliare di cui fa parte il padre del primo cittadino o, in ultima ipotesi, ma anche quella meno plausibile, a Cosimo Falli, anziano titolare dello storico "Cannizzu".

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