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Dalla Francia ad Alliste per salvare il "gigante" dal disseccamento: innesto di leccino

L'albero ha almeno 15 secoli di vita e sorge in località Cannatare dove si è recato l'eurodeputato ambientalista José Bové insieme ai produttori del comitato "Voce dell'ulivo" che il 29 maggio hanno rilanciato l'ipotesi che alcune varietà siano resistenti alla Xylella

José Bové ai piedi del grande albero di ulivo.

ALLISTE – Un piccolo innesto per salvare un ulivo, denominato "Il gigante di Alliste" che ha circa 1500 anni. E’ questo il tentativo fatto in località Cannatare, alla presenza di un volto noto dell’ambientalismo nel Vecchio Continente, l’eurodeputato francese José Bové, invitato nel Salento dal comitato La Voce dell’Ulivo, che raggruppa decine di produttori .

Come annunciato in una conferenza del 29 maggio presso la sede della Provincia di Lecce, esistono buone ragioni di pensare che la varietà leccino – ma anche la frantoio - sia tollerante al batterio della Xylella fastidiosa e quindi immune dal complesso del disseccamento rapido dell’ulivo che sta compromettendo invece le cultivar ogliarola e cellina.

Se questa ipotesi dovesse trovare un riscontro scientifico, per le aziende del settore sarebbe uno strumento arginare i danni e rilanciare in qualche modo la produzione e più in generale il rimedio naturale alla prospettiva di una progressiva desertificazione che è insita nella misura dell’eradicazione delle piante infette e di quelle, anche sane e di ogni specie, che si trovano nel raggio di un centinaio di metri.

“In poche parole la pianta – hanno spiegato i portavoce del comitato -, grazie ad un nuovo apparato fogliare non aggredibile potrebbe produrre cerchie legnose attive più velocemente rispetto alla colonizzazione radiale del legno da parte del patogeno, sviluppando un sistema di compartimentalizzazione dei vasi già infetti, nel tentativo di isolare funghi e batteri e di limitarne la diffusione in tutte le direzioni. Un esempio calzante, per spiegare il fenomeno, può essere quello di un sommergibile che, in presenza di una falla, in automatico fa scattare un sistema di compartimentazione stagna, isolando le zone danneggiate e quindi contenendo l’allagamento dell’anfibio”.

Il successo della pratica agronomica dell’innesto, che ha anche il vantaggio di essere reversibile, è stato segnalato al comitato da alcuni agricoltori che vi hanno fatto ricorso già un anno addietro, ottenendo risultati apparentemente soddisfacenti: tutti gli interventi dimostrano un ottimo stato vegetativo. 

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Commenti (3)

  • Fortunatamente, c'è anche chi cerca di difendere gli ulivi con i fatti e non con le sterili invettive lanciate dai palchi, contro dei nemici immaginari, frutto di strampalate teorie complottiste...

    • Ma va,,basta un po di calce......

      • E anche tanto rame, che sembra essere l'unico metallo pesante salutare per l'ambiente e per la catena alimentare...

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