Attentato in Afghanistan, muore un carabiniere scelto salentino

Manuele Braj aveva 30 anni, era nato a Galatina, ma abitava a Collepasso. Lascia la moglie, 28enne, ed un figlio di 8 mesi. Altri due militari feriti, un quarto illeso. Si trovavano in un campo di addestramento delle forze locali

All'ingresso dell'abitazione, un amico osserva le foto di Manuele Braj in servizio.

COLLEPASSO – Si chiamava Manuele Braj, aveva 30 anni, era nato a Galatina, ma abitava in via Leonardo Da Vinci, civico 35, a Collepasso, paese di poco più di 6mila abitanti. E’ l’ennesima vittima salentina dell’eterno conflitto afgano. 

Carabiniere scelto, di stanza presso il 13/o Reggimento “Friuli-Venezia Giulia”, a Gorizia, lascia la moglie, Federica Giaccari, 28enne, ed il figlio, di 8 mesi. La donna ha ricevuto la tragica notizia mentre si trovava in casa, proprio a Coleppasso, a due passi dall'abitazione di via Leonardo da Vinci. Un punto d'appoggio per trascorrere qualche giorno nel Salento, in attesa che la raggiungesse il marito. Poi, sarebbero ripartiti per il Nord Italia. E invece il destino ha scelto diversamente per la famiglia Braj. In queste ore si susseguono le visite di condoglianze di amici e parenti della vittima. Dalle autorità militari al sindaco di Collepasso Paolo Menozzi.

"Che la morte di Manuele, insieme alla morte degli altri 50 militari uccisi dall'inizio della missione Isaf, non sia vana". Ecco cosa si legge sul sito istituzionale del Comune di Collepasso subito dopo la tragica notizia: "La comunita' di Collepasso è rimasta profondamente turbata e commossa da questa tragedia.  I genitori di Manuele sono persone stimate e laboriose, mentre il suocero, Antonio Giaccari, è da anni impegnato nel campo del volontariato e della protezione civile. La nostra terra - continua la nota - ha visto immolare un'altra vita all'impegno del nostro Paese in campo internazionale a difesa della pace e della democrazia. Auspichiamo che la morte di Manuele, insieme alla morte degli altri 50 militari uccisi dall'inizio della missione Isaf, non sia vana. Alla moglie Federica, al piccolo, alle famiglie Braj e Giaccari, il commmosso cordoglio di tutta la nostra comunità, unitamente alla solidarietà, alla stima e all'apprezzamento nei confronti dell'Arma dei carabinieri".

Braj aveva ampia esperienza nei teatri internazionali. Per lui, in Afghanistan dal 7 maggio, era la  quinta missione. Era già stato in Albania, due volte in Bosnia-Erzegovina e in Iraq. In queste ore, davanti all’abitazione dei genitori, si stanno convogliando diverse autorità. In tarda mattinata è giunto da Bari anche il comandante della legione carabinieri “Puglia”, il generale di divisione Aldo Visone. 

E’ stata un’esplosione, poco prima delle 9 del mattino (ora locale) a stroncargli la vita. Altri due suoi colleghi sono rimasti feriti. Hanno riportato lesioni alle gambe e si trovano ricoverati presso l'ospedale militare da campo statunitense di Shindand: si tratta di carabinieri della 2° brigata mobile di Livorno e del 7° reggimento "Trentino-Alto Adige", rispettivamente, il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (Bergamo) e il carabiniere scelto Emilano Asta, 29, di Alcamo (Trapani). Non correrebbero pericolo di vita.

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Sostanzialmente illeso un altro militare, che si trovava con loro. Per Braj, invece, purtroppo non c’è stato niente da fare: è morto sul colpo, a causa dei devastanti effetti della deflagrazione, frutto di un attentato, avvenuto nei pressi di una garitta di osservazione a ridosso della linea di tiro di un poligono ad Adraskan. L'esplosione, secondo fonti della Difesa, ha coinvolto quattro carabinieri del Police speciality training team, un nucleo addestrativo delle forze di sicurezza afghane. Al momento sono in corso accertamenti per definire la dinamica nei dettagli. Secondo fonti Ansa, l'esplosione potrebbe essere stata provocata da un ordigno proveniente dall'esterno, forse un razzo Rpg. Un singolo colpo, da notevole distanza. I calcoli balistici dovranno determinarne la provenienza.

In queste ore, da Quirinale è stata diffusa una nota del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Appresa con profonda commozione la notizia del tragico attentato in cui ha oggi perso la vita un carabiniere e altri due sono rimasti gravemente feriti, mentre svolgevano i propri compiti operativi nella missione internazionale Isaf in Afghanistan”, recita la nota, il presidente “esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese” e “formula l'accorato auspicio che i militari feriti nell'attacco possano superare questo critico momento”. 

Intanto, la salma, in queste ore, è stata trasferita in elicottero ad Herat, a circa un centinaio di chilometri dalla zona dell'attentato, per le successive operazioni di rimpatrio in aereo. La salma di Manuele arriverà a Roma intorno alle 9 di mercoledì 27 giugno.

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