Cosparso di escrementi e bruciato con le sigarette a 3 anni se si opponeva alle molestie: imputati il padre e lo zio

Si aprirà il 5 maggio il processo abbreviato nei riguardi dei due uomini accusati di violenza sessuale. Gli abusi si sarebbero verificati dal 2015 al 2017 in casa o nel casolare di famiglia

LECCE - Hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito abbreviato i due uomini accusati di aver abusato di un bambino di tre anni, e di averlo punito, quando si opponeva, con calci, pugni, sculacciate, bruciature di sigarette o, ancora cospargendolo di fango, escrementi e saliva sul corpo. Si tratta del padre e dello zio del piccolo che, in mattinata, attraverso gli avvocati difensori Francesco Spagnolo e Francesco Calabro, avevano avanzato l’istanza di rito alternativo, sicuri di poter dimostrare l’estraneità alle accuse. Accuse che li vedranno imputati nel processo fissato per il 5 maggio, così come disposto al termine dell’udienza preliminare dal giudice Cinzia Vergine.

In aula ci sarà anche la madre della presunta vittima che, oggi, si è costituita parte civile con l’avvocato Roberto Tarantino.

Stando alle carte dell’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, gli abusi si sarebbero verificati dal novembre 2015 al novembre 2017, in casa dei nonni o nel vicino casolare di famiglia, quando il bambino, dopo la separazione dei genitori, veniva affidato al padre.

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Oltre all’accusa di violenza sessuale, è contestato anche il reato di produzione di materiale pedopornografico perché, stando all’accusa, in diverse occasioni lo zio avrebbero fotografato il nipote nudo.

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