Aree protette violate da cacciatori e opere abusive: quattro le denunce

I carabinieri forestali sono intervenuti nei territori di Otranto, Melendugno, Taviano, Nardò e Porto Cesareo. Sequestrati fucili e richiami. Estirpata macchia mediterranea

Uno dei fucili sequestrati.

LECCE – Sono giorni molto intensi per i carabinieri forestali che sono intervenuti in più zone della provincia, affiancando all’abituale attività di contrasto dell’abusivismo, il monitoraggio dell’attività di caccia che è in pieno svolgimento. Il bilancio è di quattro uomini denunciati.

Un cacciatore di 83 anni è stato sorpreso dai carabinieri forestali della stazione di Otranto nel pieno della sua battuta in località Palascia, dunque all’interno del parco regionale “Bosco di Tricase – Costa di Otranto – Santa Maria di Leuca” . P.P., originario di Zollino e residente a Otranto: il suo fucile Beretta, di tipo semiautomatico e calibro 12, è stato sequestrato.

Denunciato invece E.P., 31enne nato a Nardò ma residente a Melissano, trovato dai militari della stazione di Gallipoli in località Contrada Vore, nel territorio di Taviano. I carabinieri, allertati da un colpo di fucile, si sono inoltrati in un vasto terreno olivetato dove l’uomo, con il fucile carico, aveva già cacciato quattro esemplari di storno, una specie che secondo il calendario regionale può essere cacciata solo in particolari periodi dell’anno, certamente non in questo. Conseguente, anche in questo caso, il sequestro dell’arma, oltre a quello delle munizioni e della fauna abbattuta.

In agro di Nardò, in località Borgo Console, i carabinieri forestali di Gallipoli hanno sorpreso M.G., 60enne originario di Trepuzzi e residente a Porto Cesareo, mentre si dedicava alla caccia utilizzando un richiamo acustico nascosto su un ulivo. Il dispositivo a funzionamento elettronico, riproduceva vari versi di specie migratorie: è finito sotto sequestro insieme al fucile e alle munizioni mentre il cacciatore è stato deferito all'autorità giudiziaria. 

I militari della stazione di Gallipoli hanno proceduto anche alla denuncia di L.S., un 54enne di Avetrana. A Porto Cesareo, in località sottoposta a vincolo paesaggistico, all’interno della riserva naturale regionale orientata “Palude del Capitano e Duna Costiera”, su un terreno di proprietà della madre classificato come superficie boscata, l'uomo stava procedendo con mezzi meccanici al dissodamento e all’estirpazione della macchia mediterranea su una superficie di 7mila 700 metri, il tutto in assenza di autorizzazioni e nullaosta da parte degli enti preposti. Il 54enne sarà inoltre sanzionato per violazione della legge istitutiva della riserva naturale e della normativa sul vincolo idrogeologico.

In territorio di Melendugno, in località Masseria Pagliara, i carabinieri forestali della stazione di Otranto hanno individuato e denunciato G.N.P., 46enne nato a Maglie e residente a Melendugno, per opere non autorizzate in zona sottoposto a vincolo paesaggistico: era in corso lo sradicamento della flora tipica della macchia mediterranea su una superficie di circa tremila metri quadrati in un terreno di sua proprietà.

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