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Calci e pugni per non fare alcoltest, patteggia 5 mesi

Gianluca Longo, 31enne di Lizzanello, era stato fermato su via Marconi dai carabinieri per un controllo, ma, per tutta "risposta", aveva aggredito i militari, finendo la sua nottata in carcere

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LECCE - Ha patteggiato cinque mesi davanti al giudice monocratico Fabrizio Malagnino, dopo una notte di follia, in cui ha aggredito i carabinieri che gli chiedevano di sottoporsi al test dell'alcol con l'etilometro ed al narcotest. Gianluca Longo, 31enne di Lizzanello (difeso dagli avvocati Luigi Rella ed Amedeo Martina) era stato bloccato nella notte fra il 20 ed il 21 maggio su viale Marconi, nei pressi del cinema Massimo, uno dei luoghi di transito verso i locali notturni di Lecce. Viaggiava a bordo di una New Beetle Volkswagen. Accanto, la sua fidanzata.

I militari avevano istituito un posto di controllo. Quella notte, vista la pattuglia e la paletta spianata, Longo ha accostato. Ma, sceso, sarebbe apparso ai carabinieri visibilmente alterato. La richiesta di comprovare questo sospetto, sottoponendosi ai test, ha poi provocato la reazione violenta, con calci e pugni, tanto da essere bloccato di forza e arrestato per resistenza e violenza nei confronti di un pubblico ufficiale (anzi, due: uno preso a morsi ad una mano, l'altro una distorsione al braccio, nel tentativo di fermarlo). Anche in caserma, in via Lupiae, avrebbe continuato a dare in escandescenza. Alla fine, inevitabile l'arresto.
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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Emilio Faivre
    Emilio Faivre

    E' sottinteso. Nel momento in cui una persona rifiuta di sottoporsi al test dell'alcool, si deve presupporre che avesse superato il limite di legge, quindi la patente viene ritirata per guida in stato di ebbrezza.

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