Calci e pugni sull’avvocatessa in vacanza per scipparle la borsa: arrestati

Una 50enne e un 48enne, entrambi leccesi, fermati ieri sera dalla polizia: risponderanno di rapina. Sono stati fermati dalla polizia. Il testimone: "Tutti a guardare e nessuno si è fermato"

Foto di repertorio

LECCE - Una storia nella storia intrisa di violenza da un lato, di omertà e mancanza di senso civico dall'altro. Uno scippo, ai danni di un’avvocatessa 51enne residente a Bologna, ma tornata in vacanza nella sua terra, è terminato con due arresti. A finire in manette Sabrina Citiso, 50 anni e Francesco De Spoto, 48enne, due leccesi fermati nella tarda serata di ieri dagli agenti di polizia della sezione volanti di Lecce. Intorno alle 22,30, i due hanno inseguito la vittima in via Cesare Battisti, fino all’angolo con la circonvallazione, per strapparle la borsa.

La malcapitata ha cercato di trattenere a sé la propria tracolla ma la Citiso l’ha strattonata, colpendola con pugni e graffi per impossessarsi della borsa. L’ha praticamente trascinata per alcuni metri dove, ad attendere la scippatrice, vi era il complice: quest’ultimo si trovava a bordo di una Lancia Y di colore bordeaux e ha incitato la donna a portare a termine l’azione criminale: “Dai, sbrigati”.

Fortunatamente è stato un 34enne di passaggio a notare la scena e ad allertare il 113. Il testimone, l'unico a fermarsi, ha prestato soccorso alla malcapitata mentre "Diversi cittadini guardavano senza muovere un dito. Alcuni se ne stavano affacciati alla finestra a riprendere la scena coi cellulari, forse pensando a un violento litigio di coppia".  Soltanto in un secondo momento si è aggregato un residente della zona, che intanto si è rivestito per scendere in strada, e ha aiutato il 34enne a gestire la situazione fino all'arrivo della volante.

Il personale della questura ha intercettato l’autovettura nel giro di pochi minuti e bloccato i due. I due, noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati con l’accusa di rapina in concorso. Il 48enne, inoltre, essendo affidato in prova ai servizi sociali del Tribunale di sorveglianza di Lecce, è stato anche denunciato per inosservanza agli obblighi imposti dalla misura e per resistenza e minacce a pubblico ufficiale.

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