Ferito a colpi di fucile, straziato dai morsi: meticcio muore dopo agonia

Abbandonato da un paio di settimane tra Torre Specchia e San Foca, riceveva cure tutti i giorni da parte di due giovani che, però, domenica lo hanno trovato agonizzante. Una famiglia, intanto, si era fatta avanti per adottarlo

Dal profilo Facebook del comandante della polizia locale di Melendugno, Antonio Nahi.

MELENDUGNO – E’ morto in uno studio veterinario dopo diverse ore di agonia il meticcio ritrovato domenica scorsa, tra Torre Specchia e Melendugno, con un ferita da arma da fuoco all’addome e diversi morsi sul collo. Irene e il suo ragazzo, Alessandro, se ne prendevano cura da un paio di settimane circa, da quando cioè l’animale era stato abbandonato, subendo così la prima imperdonabile violenza. Ne avevano segnalato il ritrovamento alle autorità – era anche intervenuto un esponente dell’Ente nazionale per la protezione degli animali - ed erano alla spasmodica ricerca di una famiglia disposta ad adottarlo.

Alla fine ce l’avevano fatta a trovarla, ma non c’è stato il tempo di dare a Jerry, questo il nome scelto per il meticcio dai due giovani, una nuova casa. Anzi, il destino si è accanito contro di lui, presumibilmente nelle prime ore del 29 settembre: nel tardo pomeriggio di quel giorno i suoi angeli custodi lo hanno trovato agonizzante, gravemente ferito. In lontananza, è stato raccontato, si udivano i colpi di fucile dei cacciatori presenti in zona. Che ci sia un nesso tra l’attività venatoria e la morte del meticcio è da verificare, ma il tipo di lesioni, sia quella provocata dall’arma da fuoco che quelle da morso, sono compatibili con l’ipotesi.

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Alessandro e Irene si sono rivolti con insistenza alla polizia locale di Melendugno, amici e familiari intanto cercavano di contattare chiunque potesse intervenire. Successivamente il cane è stato trasportato presso una struttura sanitaria per animali. Il giorno dopo, quando la ragazza accompagnata dalla zia si è recata a prelevare il cane, per trasferirlo dal veterinario  di fiducia, non ha potuto che prendere atto, con grande sofferenza e rabbia, della sua morte: le ferite avevano stremato il povero esemplare.

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