Capo della polizia nel Tacco: “Nessuna escalation criminale, né spreco di unità per Tap”

Il prefetto Franco Gabrielli, direttore generale della pubblica sicurezza, a Guagnano: ha inaugurato la sede dell’associazione nazionale polizia di Stato in memoria di Giuseppe Barba, maresciallo ucciso nel 1982 durante una rapina

La cerimonia di oggi, a Guagnano.(Foto di Antonio Quarta)

GUAGNANO – “I mali sociali sono proprio come le malattie individuali: nasconderli, negarli, minimazzarli vuole dire soprattutto non volerli curare, non volere liberasene”, avrebbe detto oggi Leonardo Sciascia, se si fosse svegliato -per assurdo- nel Salento. Giorni fa una sventagliata a colpi di kalashnikov a Casarano. La scorsa notte intimidazioni col fuoco nella zona 167 di Lecce e una bomba esplosa davanti a un’agenzia di sicurezza. Di sicurezza, ironia della sorte.  La parola “emergenza criminalità” è stata però “rivista” dal prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, in visita nel Salento in occasione del taglio del nastro della sede dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato a Guagnano, accompagnato dal questore del capoluogo salentino, Andrea Valentino. Sezione inaugurata nel ricordo di Giuseppe Barba, il maresciallo di polizia che morì a soli 49 anni – il 15 giugno del 1982- durante una rapina alle poste che cercò di sventare pur essendo libero dal servizio. Un taglio del nastro alla presenza dei famigliari di quella vittima-eroe.

“Non mi piace evocare un termine come emergenza, d’altronde sappiamo che questo è un territorio non indenne da fenomeni criminali. È una regione che ha quattro grandi famiglie criminali e queste sono situazioni che non dobbiamo sottovalutare, né prendere sotto gamba. Dare però sempre il senso di una continua emergenza credo non sia rappresentazione corretta dei fenomeni della realtà”, sono le parole di Gabrielli alla richiesta di una interepretazioni dei fatti di cronaca avvenuti nelle ultime ore. Una esegesi in linea con quella che aveva fornito anche il prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, nei giorni scorsi. Nessuna emergenza, ma l’invito è comunque a non abbassare la guardia.  “L’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura credo siano sempre importanti. Non sottovalutazione, ma neppure allarmismo”, aggiunge il capo della polizia dopo la cerimonia alla quale hanno anche preso parte il sindaco di Guagnano, Carlo Maria Sorrento; l’assessore regionale Loredana Capone; l’europarlamentare Raffaele Fitto; i bimbi dell’istituto comprensivo e i volontari del progetto “Io Posso”.

Il video: il prefetto Gabrielli accanto al questore di Lecce, Andrea Valentino

I termini “escalation”, “recrudescenza”, che tanto sono rimbalzati suille pagine delle testate giornalistiche salentine, gli lasciano se non altro storcere il naso. “La cosa che sempre mi soprende, in giro per l’Italia, è che non riusciamo a dare una misura alla cosa. Veniamo da stagioni devastanti in molti territori, con organizzazioni cirminali importanti, un numero pazzesco di omicidi, ma non prendiamo mai atto del fatto che c’è stata un’azione che ha consentito la disarticolazione di gruppi e l’arresto. Lo stesso numero di eventi attuali, rispetto a quelli che questo territorio ha vissuto in passato, mi inducono a pensare che parlare di emergenza non dia il senso della dimensione delle cose”.

Perché tanti agenti impiegati a presidiare il cantiere della Tap, decisione che peraltro ha diviso in due la comunità salentina, parte della quale ha avvertito lontananza e un calo di fiducia nei confronti delle forze dell'ordine? Questa la domanda che abbiamo posto al capo Gabrielli. “Intanto vorrei ricordare che in questa regione abbiamo avuto una problematica chiamata “Foggia” e “Capitanata”. Dove con tutto il rispetto alle situazioni che riguardano questo territorio dal punto di vista criminale, quella situazione nel Foggiano ha presentato dei risultati sotto gli occhi di tutti. Destinare risorse di ordine pubblico non ha nulla a che vedere con l’attività che quotidianamente svolgiamo nel contrasto alla criminalità locale. Sono due cose completamente diverse. La Tap ha spostato una serie di criticità sotto il profilo dell’ ordine pubblico, alla qule abbiamo destinato risorse dell’ordine pubblico stesso. Non abbiamo distratto risorse da nessuna parte”, ha risposto. E quale sarà allora il fenomeno prioritario che la Polizia di Stato combatterà sul territorio salentino? “Tutto ciò che contrasta con la legalità. Dalla criminalità organizzata, allla criminalità diffusa, all’attività di interferenza sotto il profilo dell’ordine pubblico”, ha concluso il prefetto Gabrielli.

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