Stretta sul caporalato nei campi, in manette un altro imprenditore

Marcello Corvo, 61enne di Nardò, già fra gli indagati nell'operazione Sabr, è stato arrestato nel pomeriggio dai carabinieri. Secondo episodio in poche settimane

Foto di repertorio.

NARDO’ – Si stringe la morsa sul caporalato nelle campagne di Nardò. I carabinieri, nel pomeriggio, hanno arrestato l’imprenditore Marcello Corvo, 61enne. E’ il secondo caso in poche settimane, dopo l’episodio che ha coinvolto il 37enne Antonio Leopizzi, amministratore di una cooperativa, sempre a Nardò. Erano i primi del mese e qualche giorno dopo, Leopizzi è tornato in libertà, anche se ha ricevuto un’interdittiva, in base alla quale gli è stata preclusa la possibilità di lavorare.

Ora, è toccato a Corvo ricevere le attenzioni dei carabinieri. Finendo agli arresti per il presunto sfruttamento della manodopera nei campi. Quello di Corvo, peraltro, non è un nome nuovo nei terminali degli investigatori. Faceva parte, infatti, del più ampio gruppo già indagato dai militari del Ros nell’ormai nota operazione “Sabr”, che aveva fatto luce proprio sul presunto utilizzo in maniera indiscriminata di manodopera per la raccolta delle angurie. Con condanne, in primo grado, anche molto pesanti, per il reato di riduzione in schiavitù. Salvo, poi, in appello, tutta la vicenda essere ridimensionata con un verdetto di assoluzione per i reati più gravi, quelli associativi.

La Corte d’Assise Appello di Lecce, infatti, giusto ai primi di aprile, ha assolto dall’accusa della riduzione in schiavitù con la formula “perché il fatto non sussiste” e dal reato d’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, perché non era previsto dalla legge come reato all’atto dei fermi, gli undici imputati. Fra cui, appunto, Corvo. Proprio nel caso di Corvo, difeso dall'avvocato Anna Sabato e di un altro imputato, nel corso di quella stessa sentenza, è stato poi annullato il decreto sul giudizio per la genericità delle contestazioni relative al reato di estorsione e alle violazioni al testo unico sull’immigrazione, con la trasmissione degli atti al gup. E ora, sull’uomo, ricade un’altra pesante accusa. Sempre nell’ambito del lavoro nelle campagne attorno a Nardò.

Tutti i dettagli nel corso della giornata.

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