Denuncia la scomparsa di documenti e finisce in carcere per traffico di droga

Nicola Ture, 47enne di Castrignano de' Greci, era andato dai carabinieri per una formalità. Ma c'era su di lui un ordine pendente

Il carcere di Lecce.

MARTANO – Un uomo entra in una caserma dei carabinieri per una formalità, presentare denuncia per lo smarrimento di alcuni documenti personali, e n’esce in manette, destinato al carcere, con la pesante accusa di traffico di stupefacenti, e pure in grandi quantità.

Forse solo Franz Kafka avrebbe saputo intessere una trama così grottesca. La differenza, mentre “Il processo” è parto di vivida fantasia e le accuse formulate al protagonista, Josef K., mai svelate dagli inquirenti, la storia di Nicola Ture, 47enne di Castrignano de’ Greci, è assolutamente reale. Era pendente su di lui un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dal Tribunale di Bari. E se i fatti risalgono nientemeno che al 1998, quando Ture aveva appena 27 anni, la sentenza che lo riguarda, per quanto più recente, porta comunque a sua volta il peso di una certa età: risale al 2011.

Si sa, la macchina della giustizia, può anche essere lenta, a volte lentissima, ma è inesorabile quando si tratta di presentare il conto. Certo, però, in questo caso pare proprio che il conto, l’uomo, sia andato a prenderselo da solo.

Ture, nato ad Amburgo, in Germania, classe 1971, con residenza nella cittadina della Grecìa Salentina (anche se ha vissuto per lungo tempo all’estero, il che spiega perché fosse ancora a piede libero) s’è recato sulle sue gambe, nelle scorse ore, presso la stazione dei carabinieri di Martano, competente anche per il suo territorio. Non certo per costituirsi, ma per presentare una comune denuncia riguardante lo smarrimento di un documento.

Ma qui i militari l’hanno riconosciuto in breve. Erano al corrente del provvedimento pendente, così hanno fatto qualche ulteriore accertamento e alla fine è arrivata la comunicazione: spiacenti, lei deve rimanere con noi. L’ordine di esecuzione per la carcerazione, firmato dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Bari, parla chiaro: Ture deve scontare la pena definitiva di tre anni di reclusione e pagare una multa di 10mila e 329 euro per “concorso in produzione, traffico e detenzione di ingenti quantità sostanze stupefacenti o psicotrope”. Voleva solo avviare la pratica per riottenere un documento. Il destino gli ha riservato una cella della casa circondariale di Lecce.

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