Circonvenzione d'incapace, giudice incompatibile. Ed è tutto da rifare

Per la vicenda di una giovane in cui accusati principali sono un'avvocata e il suo compagno, dovrà essere nominato un nuovo gup

LECCE – Dovrà essere nominato un nuovo giudice per le udienze preliminari, nel caso che vede come due indagati principali, per una vicenda di presunto abbandono e circonvenzione d’incapace, l’avvocato Gabriella Cassano, 47enne di Lecce e il suo compagno, Fabio Degli Angeli, 47enne di Carmiano.

Tutta la storia verte attorno alla figura di una giovane di 27 anni affetta da deficit cognitivi e disagi psichici. Stando alle accuse formulate dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci, sulla scorta delle indagini svolte dalla squadra mobile, sarebbe stata abbandonata, senza psicofarmaci, in una situazione di degrado. La testimonianza della donna è stata raccolta nell’incidente probatorio. Descritta dai consulenti come soggetto borderline, è emerso come sia capace di ricordare gli eventi e rendere testimonianza.

Le sue dichiarazioni serviranno per un eventuale  dibattimento, dunque, ma i tempi per arrivare al processo si dilatano. Il 23 novembre, infatti, è stata depositata presso la Corte d’appello una richiesta di ricusazione nei confronti del giudice Cinzia Vergine.

La richiesta è arrivata per conto dell'indagato dall’avvocato Giuseppe Antonio Lombardo, difensore di Degli Angeli, che ha fatto leva sull’articolo 34, comma 2 bis, del codice di procedura penale, che così recita: “Il giudice che nel medesimo procedimento ha esercitato funzioni di giudice per le indagini preliminari non può emettere il decreto penale di condanna, né tenere l'udienza preliminare; inoltre, anche fuori dei casi previsti dal comma 2, non può partecipare al giudizio”.

La richiesta ha fatto perno su un episodio. Il 22 agosto scorso, Degli Angeli aveva presentato personalmente delle memorie. Titolare del procedimento era il giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati, in quel periodo però assente; in sua sostituzione, era quindi subentrata quel giorno Cinzia Vergine, nella veste di gip. La quale, per la cronaca, aveva rigettato le richieste contenute nelle memorie.

La vicenda, nel frattempo, è andata avanti, il 16 ottobre scorso è stato notificato a tutte le parti coinvolte l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e il procedimento è stato poi assegnato sempre a Cinzia Vergine, in qualità di gup, che ha fissato l’udienza preliminare per il 29 gennaio 2019.

A seguito della presentazione della ricusazione e dopo aver accertato la sussistenza dell'incompatibilità, il gup Cinzia Vergine ha presentato una dichiarazione di astensione a trattare il processo, accolta dalla sezione unica penale della Corte d’appello (presieduta da Vincenzo Scardia, con consiglieri Carlo Errico e Giovanni Surdo). Si torna quindi alla fase della chiusura delle indagini preliminari. E dovrà avvenire la designazione di un nuovo gup.

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