Citofonano alle case e si fingono carabinieri per farsi aprire e rubare

Almeno quattro episodi in città sui quali indagano polizia e militari (quelli veri). Due di questi furti sono stati consumati

LECCE – Occhio al finto carabiniere in borghese (o alla sua variante, finto poliziotto). Perché per tutto il primo pomeriggio, in più zone di Lecce, e in particolare in vie dei quartieri Rudiae e Leuca, un soggetto, accompagnato a quanto sembra da un complice, ha citofonato a diverse porte di case e condomini, sperando di farsi aprire per entrare nelle abitazioni e riuscire così a rovistare.

Obiettivo: rubare oggetti preziosi e soldi. Due furti, alla fine, sono stati consumati e un altro paio non sono riusciti per i sospetti maturati dalle vittime del tentativo di raggiro. Ma ben quattro episodi in un solo giorno sono un numero che desta qualche allarme. E si tratta dei casi noti, per via di chiamate a 112 o 113 delle vittime; può darsi che altre vittime non abbiano segnalato o denunciato.

Hanno agitto quattro volte

Si esprimevano bene, i due, senza tradire particolari inflessioni, a quanto pare. E se sono riusciti per due volte a farla franca, significa che devono essere stati piuttosto convincenti nei confronti delle vittime. Ed aver studiato un copione forse eseguito già in altre località. I soggetti, che si spostavano per la città a bordo di un’auto, hanno fatto le loro apparizioni in un arco temporale compreso fra le 12,30 e le 13 in via Taranto, in via Salerni (una traversa di via Marcianò) e in via Corvaglia, nella zona chiamata dei “ponticelli”, fra il passante ferroviario e Parco Tafuro.

In via Taranto il primo caso segnalato, quello di un impostore che, qualificatasi per carabiniere, ha cercato di farsi aprire un portone. Ha dovuto desistere per l'arrivo di altri inquilini del condominio.

Poco dopo, però, il furto è riuscito, in via Salerni (che non dista molto da via Taranto). Altri due episodi si sono poi verificati qualche minuto più tardi in via Corvaglia presso due civici vicini. In un caso il tentativo è andato a vuoto, nell’altro, invece, sembra che sia riuscito.

Le scuse per farsi aprire

Alcune videocamere di un palazzo di via Corvaglia hanno permesso di immortalate due soggetti intenti a confabulare fra loro. Calzavano jeans e vestivano con camicia e giubbotto smanicato. In un’occasione hanno esibito un walkie talkie come “prova” di essere in servizio. Qualcuno però non l’ha bevuta e ha preteso di più: il tesserino. Che ovviamente non avevano.  

Per farsi aprire hanno inventato scuse piuttosto banali, come dover eseguire accertamenti o essere alla ricerca di sospettati di qualche crimine. Ma, ovviamente, i veri criminali erano loro. In via Taranto e in via Corvaglia per le indagini procede la polizia (sul posto volanti e squadra mobile). In via Salerni, i carabinieri. Quelli veri.

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