Club Med, rinviata la task force. I lavoratori in presidio permanente

Dopo lo spostamento del tavolo regionale occupazione al 12 marzo e le conferme sullo smarcamento dell'attuale gestione, i dipendenti assieme all'Usb protestano all'ingresso del villaggio e chiedono risposte alle istituzioni

I lavoratori all'ingresso

OTRANTO - Un presidio permanente per chiedere certezze sul futuro del Club Med e dei suoi lavoratori. Da stamattina, un gruppo di circa cinquanta dipendenti, sostenuti ed accompagnati dai rappresentanti dell'Unione sindacale di base, stanno manifestando e protestando, all'ingresso della storica struttura turistica, contro ogni ipotesi di chiusura della stessa.

Com'è noto, nei giorni scorsi, dopo la vendita dell'ultima quota societaria ad Italia Turismo, la gestione di Club Med ha annunciato la propria volontà di abbandonare la struttura, nonostante un contratto in essere per tutto il 2013, dicendosi disponibile a pagare il canone annuale, ma senza aprire l'attività per la prossima stagione estiva. Una presa di posizione che ha mandato nel panico circa duecento lavoratori coinvolti nella vicenda.

Il 22 febbraio scorso era stata convocata la task force occupazione della Regione Puglia, con la richiesta alla stessa gestione di non chiudere la struttura. Club Med aveva chiesto una settimana di tempo, per valutare, tanto che si era deciso, in quella sede, di rinviare il tavolo occupazionale a lunedì 4 marzo. Solo ieri, le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno saputo dello spostamento della task force al 12 marzo, senza una chiara motivazione, in quanto i tempi ristretti con cui dover intervenire non si concilierebbero con il rinvio.

Dalle informazioni raccolte, pare confermata la volontà di Club Med di lasciare il villaggio. "Ci sembra una decisione incomprensibile - spiega il segretario provinciale Usb Salvatore Caricato, presente al presidio -, in quanto la struttura negli anni precedenti ha usufruito dei finanziamenti pubblici erogati dagli enti. Vogliamo, pertanto, richiamare alle proprie responsabilità la Regione, la Provincia, il Comune di Otranto, perché si facciano carico del dolore dei lavoratori e del loro disagio".

"Abbiamo la necessità di capire - aggiunge - in tempi brevissimi chi verrà a gestire la struttura, che necessita di una riqualificazione, senza che nessuno ci venga a raccontare la favoletta della crisi economica, perché i flussi turistici del Salento dicono tutt'altro". In buona sostanza, ci sarebbe dietro alla scelta di Club Med una chiara strategia aziendale, che mira a continuare altrove la propria attività.

Il presidio andrà avanti senza interruzioni e finché le istituzioni, la proprietà o i gestori non si faranno carico della situazione: nelle prossime ore, sono previste iniziative collaterali, atte a sensibilizzare la comunità locale sul dramma occupazionale e sociale di questa vicenda.

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