Il comandante: “Diffamati sui social, ora basta con la tolleranza”

Donato Zacheo ricorda che i commenti offensivi integrano il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa

Il comandante Donato Zacheo.

LECCE – La pubblicazione di commenti offensivi sui social network integra il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa e la polizia locale non è più disposta a tollerare toni denigratori. 

L’avviso è firmato dal comandante Donato Zacheo, evidentemente stanco, così come lo sono i suoi agenti, di essere oggetto di continui interventi, per usare un eufemismo, al di sopra delle righe: quella della querela, se le cose non dovessero cambiare, non resterà solo un'ipotesi accademica.

Diverse, secondo il dirigente, le motivazioni che sono alla base del tiro al bersaglio contro la polizia locale: in alcuni casi si tratta del rancore di chi ha subito una sanzione e cerca una “incivile rivalsa”; in altri “si legge il disprezzo frutto di una oramai annosa e nefasta campagna mediatica denigratoria che ha colpito indiscriminatamente tutti gli operatori di polizia locale”; in altri ancora, infine, “trapela la errata seppur legittima convinzione che alla polizia locale spetti un ruolo continuativo di gestione dell'ordine pubblico e della prevenzione generale della microcriminalità che va ben oltre le sue proprie funzioni di vigilanza e travalica lo status giuridico attualmente riconosciuto agli stessi operatori".

Zacheo ricorda all’opinione pubblica che gli agenti di polizia locale continuano a essere inquadrati contrattualmente come dipendenti pubblici, ma operativamente sono assimilati a tutti gli effetti agli altri organi di polizia, pur senza avere le corrispettive tutele e garanzie: “Il legislatore – spiega il comandante - nonostante le richieste a gran voce da parte della categoria, non riesce a dare corpo ad una riforma normativa che finalmente, recepisca il nuovo del ruolo della polizia locale che il contesto sociale delle nostre città esige in prima linea sul fronte della sicurezza urbana”.

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