Con liquido infiammabile mettono fuoco a una Panda ferma da mesi

E' successo a Merine. Danno circoscritto. La vettura non aveva nemmeno batteria. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri

MERINE – L’intenzione della mano ignota era senz’altro quella di vedere la vecchia Fiat Panda avvolta dalle fiamme, ridotta in cenere e lamiere. Ma il danneggiamento è riuscito solo in parte. Le fiamme si sono estinte dopo aver attecchito sul lato posteriore destro. Il calore ha anche fatto scoppiare un finestrino.

Atto doloso, non c’è ombra di dubbio. Sia per il punto in cui sono nate e si sono sviluppate le fiamme, fra ruota posteriore e il tappo del serbatoio, innescate usando del liquido infiammabile, sia per l’impossibilità tecnica di qualsivoglia cortocircuito: quell’auto era ferma da mesi e senza batteria.

Il danneggiamento è avvenuto un quarto d’ora circa prima delle 2 di notte a Merine, frazione di Lizzanello. La vettura, primo modello della Panda, di proprietà di un uomo, era posteggiata in via San Francesco d’Assisi, alla periferia del paese. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con una squadra da Lecce.

Il danno è stato circoscritto. Chi ha agito, l’ha fatto direttamente dal marciapiede, acquattandosi dietro le auto in sosta. Si presume che fosse a piedi. In mattinata, sopralluogo dei carabinieri della stazione di Lizzanello. Il movente non è chiaro, ma una cosa è certa: fuori da sporadici e più gravi di atti intimidatori mirati o messi a segno da squilibrati, il fenomeno delle autovetture bruciate si segnala sempre più come modo per la risoluzione di confltti privati. 

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