Due violente rapine nelle gioiellerie del Salento: identificato dopo otto anni

Un uomo residente a Brindisi raggiunto da un avviso di conclusione di indagine: è stato ritenuto l’autore dei colpi messi a segno nel 2011 e nel 2012 a Nardò e a Castri di Lecce

Parte del bottino poi rinvenuto dagli investigatori.

BRINDISI – Rapine nelle gioiellerie del Salento: identificato dopo otto anni il brindisino che agiva “in trasferta”. Luciano Pagano, questo il suo nome, è infatti ritenuto l’autore del colpo da 200mila euro nella rivendita neretina “Arte orafa”, messo a segno la sera del 4 novembre del 2011, assieme a un ragazzo già condannato. Pagano ha ricevuto copia dell’avviso di conclusione di indagine, come si apprende dal quotidiano BrindisiReport e potrà nominare un avvocato di fiducia e chiedere, tramite il legale, di essere ascoltato.

Ma l’indagine della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, partita da un accertamento su giri di spaccio di droga, lo ha anche ritenuto responsabile di un secondo fatto, quello ai danni della gioielleria “Mauro’s” di Castri di Lecce, il 30 giugno del 2012, con la complicità di un secondo individuo mai identificato. In entrambi gli episodi, gli inquirenti hanno dovuto faticare non poco a causa dell’assenza dei sistemi di videosorveglianza. I due autori avevano infatti manomesso l’hard disk presenti negli impianti delle attività commerciali durante le rapine, per non lasciare tracce ed evitare l'identificazione.

L’esito dell’inchiesta ha portato a contestare la partecipazione di Pagano in entrambe le rapine: sarebbe stato il rapinatore armato di pistola. Per il fatto nella gioielleria di Nardò, il brindisino avrebbe puntato l’arma al collo della commessa, mentre il titolare sarebbe stato legato con fascette da elettricista. RIuscì anche a portare via l’hard disk del sistema di videosorveglianza, prima di fuggire a bordo di una Fiat Panda. L’auto fu poi rintracciata il giorno successivo, bruciata, alle porte della città adriatica. Il colpo nella gioielleria neretina fruttò un bottino di almeno 200mila euro. Parte dei monili fu poi rinvenuta durante un blitz della squadra mobile brindisina. Nell'altro colpo, quello nei pressi del municipio di Castri, invece, i rapinatori legarono il marito della titolare, immobilizzandolo a una scala con delle fascette in plastica. In quell'occasione, gli espositori furono "ripuliti" da collane e orologi di valore.

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