Fu sorpreso con un piccolo arsenale: condannato a 26 mesi

Alleggerita in Appello la pena nei riguardi di Salvatore Cordella, il 34enne di Squinzano arrestato lo scorso giugno e condannato in abbreviato a tre anni

L'arsenale sequestrato

LECCE - E' di due anni e due mesi la pena inflitta a Salvatore Cordella, il 34enne di Squinzano accusato di aver custodito un piccolo arsenale. Si è pronunciata così ieri sera la Corte d'appello di Lecce, alla quale la Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna a tre anni di reclusione. Fu questo l'esito del processo di primo grado discusso col rito abbreviato scelto da Cordella dopo che il giudice Vincenzo Brancato respinse la richiesta (avanzata attraverso l'avvocato Massimo Bellini) di patteggiare due anni e mezzo.

A stringere al 34enne le manette ai polsi furono i carabinieri della caserma di Squinzano che lo tenevano sotto osservazione da giorni e lo fermarono il 13 giugno di un anno fa, mentre, in compagnia di due persone (risultate estranee alla vicenda), si aggirava con fare sospetto nei pressi di un edificio. Il nervosismo mostrato dall'uomo alla vista dei militari fece scattare la perquisizione del locale, dove furono trovati e sequestrati: due pistole a tamburo con matricola abrasa (una carica con sei proiettili calibro 7,65), un tamburo da pistola, tre caricatori da pistola semiautomatica (calibri dal 6,35 al 9), 49 proiettili di vario calibro, otto bossoli calibro 7,65 e uno calibro 38 special, una cartuccia da fucile calibro 12.