Rapinò commerciante cinese, patteggia due anni e otto mesi

Ha patteggiato una condanna a 2 anni e otto mesi di reclusione Stefano Mazzeo, 30enne di Lizzanello, accusato della rapina compita il 23 febbraio ai danni di un negoziante cinese. Durante la fuga l'uomo dimenticò l'arma utilizzata

Il Tribunale di Lecce

 

LECCE – Ha patteggiato una condanna a 2 anni e otto mesi di reclusione Stefano Mazzeo, 30enne di Lizzanello, accusato della rapina compita il 23 febbraio 2011 ai danni di un negoziante cinese titolare di un’attività commerciale. L’uomo, col volto travisato e armato di coltello da sub, avrebbe fatto irruzione nel negozio che si trova alla periferia di Lizzanello, facendo si consegnare l’incasso, circa 40 euro. Nel darsi alla fuga il 30enne, non solo dimenticò nel negozio rapinato l’arma usata per minacciare il titolare, ma finì, con la sua Fiat Punto, contro alcuni veicoli in sosta. Una fuga rocambolesca che si trasformò in una sorta di parodia da commedia.

Si scatenò un’autentica caccia all’uomo con i carabinieri della stazione di Lizzanello che si misero sulle tracce del rapinatore. Grazie alla descrizione fornita dal commerciante e al modus operandi, i militari dell’Arma risalirono a Mazzeo, un soggetto già noto alle forze dell’ordine e tenuto sotto osservazione per reati simili. Oltre alla descrizione, infatti, a incastrare il 30enne furono altri elementi: le tracce trovate sul luogo della rapina e l’autovettura utilizzata per compiere la rapina. Le ricerche continuarono fino al 26 febbraio, quando l’auto fu ritrovata nelle campagne di Cavallino. Secondo gli inquirenti l’uomo aveva cercato di nascondere la vettura, probabilmente per poi disfarsene.

Mazzeo Stefano 1980-2Nei confronti di Mazzeo fu emessa, lo scorso 17 marzo, dal gip del Tribunale di Lecce, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La misura fu eseguita nella casa circondariale di Lecce, dove il 30enne si trovava dal 24 febbraio, quando i carabinieri della compagnia di Maglie lo arrestarono in flagranza di reato nel contesto di un’indagine relativa a una presunta estorsione commessa a Vernole.

La sentenza è stata pronunciata dal gup Ines Casciaro. L’imputato era assistito dall’avvocato Amedeo Martina.

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