Rapine a raffica nei negozi in soli tre mesi: condannati a dodici anni

E' arrivata la sentenza per Luigi Felice, 29 anni, di San Donato, e ad Antonio Calogiuri, 34, di San Cesario di Lecce, accusati di aver messo a segno una decina di colpi

La conferenza stampa nel giorno degli arresti

LECCE  - E' di sei anni di reclusione a testa la condanna inflitta nelle scorse ore dal gup (giudice per l'udienza preliminare) Vinceno Brancato a Luigi Felice, 29 anni, di San Donato e ad Antonio Calogiuri, 34, di San Cesario di Lecce, imputati nel processo discusso con il rito abbreviato per le rapine compiute nell'estate del 2013 ai danni di attività commerciali di Lecce e provincia.

Il pubblico ministero Stefania Mininni, che rappresentava la pubblica accusa, aveva invocato per Calogiuri sei anni e due mesi, mentre per Felice una pena più lieve di quattro e mezzo, alla luce del fatto che questi aveva collaborato dopo il suo arresto consentendo agli  inquirenti di chiudere il cerchio su una decina di colpi messi a segno, in soli tre mesi, a Lecce, San Cesario, Copertino e Lequile. Entrambi gli imputati (assistiti dagli avvocati Giuseppe De Luca e Federica Conte) furono arrestati il 18 settembre di tre anni fa, subito dopo la rapina nella tabaccheria “Selmi” in via Cavour a Lizzanello, per la quale hanno patteggiato nel gennaio 2014 due anni di reclusione più il pagamento della multa di 800 euro.

Proprio durante l’interrogatorio di convalida, i due uomini ammisero le proprie responsabilità, spiegando al giudice di essersi sporcati le mani per problemi economici e personali. Ma Felice fece di più, confessando di essere stato artefice anche di altre “irruzioni”. Si attribuì in tutto nove rapine, una delle quali tentata, e a sette delle quali avrebbe partecipato anche l'amico.

Era il 22 luglio del 2013, quando fu preso d'assalto il “Penny Market”, a San Cesario di Lecce, in via Papa Giovanni XXIII con una mitraglietta (giocattolo). Il colpo sfumò perché il denaro era stato trasferito nella cassa continua, mentre andò in porto l’8 agosto e il bottino fu di 1.100 euro. Il 16 agosto fu invece il giorno della rapina di 350 euro al supermercato “Issimo” a Lequile, in via De Gasperi. Il 29 dello stesso mese un'altra rapina ai danni della tabaccheria “De Monti” in piazzale Scipione de Monti a Lecce che fruttò 2.700 euro e due telefoni cellulari e due giorni dopo, quella (da 150 euro) nel ristorante “Kebab”, sempre a Lecce, in via Leuca.

E ancora, il 5 settembre fu la volta della tabaccheria, in via Fatima, a Copertino (il bottino fu di 2mila euro); il 10 settembre del negozio “Bnb Dolciaria” di Lecce, in via Oslava (2.700 euro); il 13 settembre del supermercato “Meta” a San Cesario, in via Ferrovia (800 euro); il 16 settembre, colpo all’ennesima tabaccheria, “De Blasi”, a San Cesario, in via Umberto I (il bottino fu di 300 euro). A mettere fine a questo lungo elenco furono gli agenti della Squadra mobile che il 18 settembre raggiunsero l’abitazione di Felice, a Castromediano, frazione di Cavallino, nelle cui vicinanze era stata individuata l’auto utilizzata per il colpo nella tabaccheria “Selmi” di Lizzanello.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mafia, estorsioni e droga: disarticolato gruppo vicino al clan Tornese

  • Rogo nel negozio per le feste: in manette ex gestore del "Twin Towers"

  • Cicloturista preso in pieno da un'auto: deceduto dopo il trasporto in ospedale

  • Cede il cric durante il cambio della ruota del tir: ferito un meccanico

  • Paura in volo: piccolo aereo sfonda il muretto di un'abitazione

  • Fermati in centro per controllo: dosi di eroina nell'auto, due in manette

Torna su
LeccePrima è in caricamento