Conflitto a fuoco in pieno giorno: esplosi colpi di pistola da uno scooter a una movolume

L’episodio intorno a mezzogiorno, nei pressi di via Pistoia, a Lecce, non molto lontano dal luogo in cui si è verificata un’altra sparatoria a 24 ore di distanza. Un inseguimento tra una Mercedes Classe A e uno ciclomotore, e poi almeno quattro proiettili, noncuranti dei passanti. Sul posto, agenti delle volanti, della scientifica e la squadra mobile

Il luogo del conflitto a fuoco

LECCE  - In pieno giorno e in un luogo di passaggio. Avrebbero potuto ammazzare un passante, o un bambino capitato lì per sbaglio, i due malviventi che intorno a mezzogiorno hanno inseguito un’autovettura, a pochi metri dal supermercato “Ipermac” di via Pistoia, per giunta aperto come tutte le mattinate di domenica. Due individui, casco integrale sul capo, sono stati avvistati in sella a uno scooter di grossa cilindrata, mentre proseguivano lasciandosi l’attività commerciale sulla sinistra. Hanno affiancato una monovolume, dovrebbe trattarsi presumibilmente di una Mercedes Classe A di colore nero o blu scuro, e hanno aperto il fuocoIMG_6819-2. Quattro colpi almeno partiti da una pistola di cui non si conosce ancora il calibro sono stati indirizzati al conducente della vettura. E quest’ultimo, forse in compagnia di un altro passeggero, ha tentato una manovra rapida, facendo inversione di marcia per scansare la raffica. Non è escluso che il fuggitivo, a sua volta, abbia risposto con altri colpi: si sta cercando di ricostruire l'accauto.

Anche il mezzo a due ruote ha cambiato direzione, imboccando il senso contrario, e l’inseguimento si è protratto per alcune decine di metri. Poi sono usciti dal campo visivo di due cittadini che avrebbero assistito alla scienaa, incomprensibile in un primo momento. Questi ultimi, assieme ad altri residenti del luogo che hanno udito il trambusto e gli spari, si sono rivolti al numero di pronto intervento, per segnalare qualcosa di simile a un agguato. Sul posto sono giunti gli agenti della sezione volanti, i poliziotti della scientifica e i colleghi della squadra mobile, nelle mani dei quali sono ora le indagini.

Il personale della questura è stato anche affiancato dai carabinieri della compagnia di Lecce, che hanno offerto supporto per gestire la viabilità e avviare la caccia ai due mezzi. Al di là dei bossoli rinvenuti sull’asfalto, che non hanno colpito né cittadini, né veicoli o abitazioni, scarseggiano almeno al momento gli indizi utili all’attività investigativa. Lungo la strada in cui si è svolta la scena da farwest, infatti, vi sono alcune videocamere di sorveglianza, ma si sta vagliando la loro effettiva utilità. Non è detto che la direzione in cui sono orientati i dispositivi possa fornire elementi preziosi. Ciò che rimane dei proiettili, intanto, è stato posto sotto sequestro e consegnato ai tecnici che, già in serata, forniranno risposte esaustive per quanto riguarda l’arma utilizzata ed eventuali dettagli balistici.

Un ultimo solco nel quale si muoveranno gli investigatori della questura, che sembra essere il più importante, riguarda l’episodio avvenuto circa 24 ore prima in città, poco distante dal luogo della sparatoria di questa mattina. Nella notte tra venerdì e sabato, infatti, in piazzale Cuneo, Attilio Salvini, un 31enne del luogo è stato destinatario di un gesto intimidatorio, nel quale è rimasto ferito. Alcuni individui hanno raggiunto la zona 167, dove il 31enne risiede, e hanno esploso dei colpi sia contro di lui, provocandogli un ferita al piede, sia  danni sulla vetrata del portone di ingresso. Almeno tre i bossoli rinvenuti dalla polizia, appartenenti a una pistola calibro 7,65. La vittima dell’agguato è nota per essere stata coinvolta nell’operazione “Black and White”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, nella quale 29 indagati finirono in manette.

La memoria giornalistica corre veloce a ritroso verso altri episodi che, mese dopo mese, hanno visto la periferia cittadina diventare teatro di scontri, faide interne, e spartizioni di territori eseguite a suon di spari. Pochi giorni addietro, per esempio, la casa a Frigole di Diego Rizzo, il 30enne coinvolto nell’operazione “Speed drug”, è stato il destinatario di un’intimidazione: due colpi di arma contro la sua residenza. Il 3 ottobre ottobre, in piazzale Como, un 29enne di nazionalità albanese è rimasto ferito alla gamba da un proiettile che gli ha attraversato il ginocchio, nonostante poco distante vi fossero le forze dell’ordine per l’ordine pubblico nello stadio di Via del Mare. I primi di marzo, un altro cittadino proveniente dal Pese delle Aquile, fu gambizzato tra via Matera e via Caserta, e si trascinò da solo fino alla postazione del 118 per chiedere aiuto. Gli investigatori della squadra mobile cercheranno di chiarire se vi siano eventuali legami tra questi individui, o contatti in comune. La vicinanza dei fatti recenti non lascia molto spazio all’idea della casualità.

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