Scu, oltre un milione e mezzo di euro vanno allo Stato. Scatta confisca per beni sequestrati nel 2011

Beni immobili e sette aziende riconducibili a Giovanni Mazzotta, il 50enne di Monteroni di Lecce ritenuto vicino al clan Tornese, sono passati definitivamente nelle mani dello Stato italiano. Dopo il sequestro di quattro anni addietro, è arrivata la confisca. La misura è stata eseguita dalla Direzione investigativa antimafia

La sede della Dia di Lecce

MONTERON DI LECCE – Oltre un milione e 600mila euro diventano dello Stato italiano. La Direzione investigativa antimafia di Lecce ha confiscato in via definitiva aziende e beni immobili riconducibili a Giovanni Mazzotta, il 50enne d Monteroni di Lecce, ritenuto vicino agli ambienti al clan della Sacra corona unita dei fratelli Tornese. Il 50enne è stato già condannato con sentenza definitiva per traffico di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento di confisca è divenuto irrevocabile a fine maggio di quest’anno, con la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi da parte della Suprema Corte. La misura segue quella di sequestro anticipato eseguita dalla Dia di Lecce quattro anni prima, ed emessa dal Tribunale di Lecce. La proposta di misura patrimoniale era stata avanzata dal procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, a conclusione dell’attività investigativa che ha consentito di accertare una manifesta sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati da Mazzotta e l’ingente patrimonio a lui riconducibile. Il patrimonio confiscato è costituito da un locale, due abitazioni, un villino di sette vani e un terreno, il tutto a Monteroni di Lecce. E non è finita.

Nelle mani dello Stato passano in via definitiva anche la società “Gianco srl”, la “Dennis srl” di Leverano e i relativi immobili, la “Mi.che srl” con sede a San Cesario di Lecce e il complesso immobiliare che la ospita. A Mazzotta sono stati confiscati anche sette supermercati a Leverano, Maglie e  Nardò.

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