Per il depuratore di Porto Cesareo l’ok del Consiglio di Stato: avanti i lavori

Nei giorni scorsi il ribaltamento della sentenza del Tar del 2010 che aveva accolto il ricorso dei residenti contro la localizzazione

PORTO CESAREO – La legittimazione giunta con la recente sentenza nel ricorso d’appello al Consiglio di Stato, che ha di fatto ribaltato la decisione del Tar di Lecce sulla realizzazione del depuratore di Porto Cesareo, consentirà la prosecuzione dei lavori.

La sentenza di primo grado della giustizia amministrativa, risalente al 2010, aveva annullato gli atti relativi alla variante al piano regolatore che dava il via libera alla localizzazione e alla realizzazione dell’impianto depurativo, ma quel  provvedimento, giunto in seguito ad un ricorso presentato dai residenti di località Bellanova e dal movimento civico che si oppone allo scarico a mare e alla ultimazione in quel luogo del depuratore, era stato impugnato dal Comune, con l’intervento ad adiuvandum anche dell’Acquedotto pugliese. L’amministrazione comunale cesarina, che ritiene da sempre “fondamentale” la realizzazione e l’attivazione della piattaforma depurativa, ha motivi per esprimere soddisfazione per il recente pronunciamento giudiziario, mentre dalla parte dei ricorrenti, in lotta già dal 1994 sulla questione, si eccepisce ancora una volta che “il depuratore, in questione, è ospitato in un sito della contrada Bellanova a Porto Cesareo che il Tar aveva chiaramente definito inadatto a ospitare una struttura depurativa accogliendo il ricorso di alcuni concittadini, e ora il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune ribaltando il pronunciamento del Tar, non per merito ma per un vizio di forma”.

Per l’amministrazione comunale retta dal sindaco Salvatore Albano c’è invece da incassare una decisione importante che consentirà ai lavori, già in corso e a buon punto, di non subire altri intoppi.  Con la sentenza del Consiglio di Stato del 28 marzo 2018, di riforma della contraria sentenza del Tar Lecce, secondo il Comune è stata espressa infatti “una parola chiara e definitiva” sulla vicenda del progetto per la realizzazione dell’impianto di depurazione in località “Masseria Bellanova” al servizio della comunità di Porto Cesareo. Il sindaco Salvatore Albano, che dall'inizio segue l'iter che, a breve, porterà il territorio ad avere una rete fognaria funzionante ed efficiente, oltre alla soddisfazione si sente di rassicurare i cittadini e tenta di smussare le remore dei residenti della zona in cui si sta costruendo l’impianto. "Sono soddisfatto dei risultati raggiunti” dice il primo cittadino, “ma  capisco anche le perplessità e le paure dei residenti in località il Poggio, ai quali ribadisco che si tratta di un'opera molto importante per l'intero territorio e lo sviluppo turistico del nostro paese e che noi come amministrazione vigileremo affinché nessun cittadino si senta di serie B, e affinché vi siano controllo e manutenzione continui sul depuratore che, per le sue caratteristiche, avrà un impatto ambientale minimo".

Entrando poi nel merito della recente sentenza amministrativa il Comune di Porto Cesareo rammenta che i giudici di Palazzo Spada hanno dato atto “che il lungo iter amministrativo per la realizzazione dell’importante opera, a far tempo dall’approvazione dell’originario progetto, risalente al 1979, e dall’adozione della deliberazione di variante urbanistica risalente al 1988, necessaria per la concreta realizzazione dell’opera, non hanno inciso sulla perdurante bontà della localizzazione dell’opera pubblica, così come attualizzata e finalmente realizzata. La verifica sulla idoneità dell’opera nel sito prescelto e della sua funzionalizzazione, anche attraverso i necessari aggiornamenti strutturali, come hanno sottolineato i giudici amministrativi, si è articolata in vari e successivi momenti temporali”.

Da qui l’amministrazione comunale ripercorre gran parte dell’iter che ha portato a confermare il sito e la legittimazione dei lavori di completamento del depuratore e della rete fognaria  e la loro “improcrastinabilità” quale importante opera pubblica considerato il carattere turistico del comune di Porto Cesareo. In una nota il Comune richiama in proposito la deliberazione della giunta comunale del 1990 con la quale è stata approvata in via definitiva la variante urbanistica attraverso una puntuale ricognizione della localizzazione dell’intervento che legittimava la specifica scelta in termini urbanistici. “Risulta documentato che sia il Comune che la Regione abbiano a più riprese valutato e confermato l’opportunità di localizzare l’opera in quella determinata zona, validando nel tempo la scelta effettuata nel 1979 all’atto della individuazione dell’area come sito idoneo per realizzare il depuratore” si legge nella nota, “questa scelta ha poi trovato una logica evoluzione con la deliberazione del 30 dicembre 1993, con la quale la giunta comunale di Porto Cesareo ha approvato il progetto di completamento dell’impianto. Ed è evidente che le scelte compiute dall’amministrazione in sede di pianificazione e di tutela dell’interesse pubblico non potevano essere rimesse in discussione per la realizzazione medio tempore di insediamenti abusivi in prossimità del sito prescelto. Ciò anche perché le poche costruzioni abusive non ricadono nella fascia di rispetto interessata dal depuratore. Giova all’uopo ribadire che l’interesse dei privati al mantenimento della posizione di vantaggio abusivamente raggiunto è certamente recessiva rispetto all’interesse della collettività alla realizzazione di un’opera pubblica considerata dalla stessa Regione come improcrastinabile”.

In conclusione l’amministrazione comunale cesarina sottolinea la valenza dell’opera in esecuzione. “Con la realizzazione, a distanza di lunghi anni ed attraverso un complesso iter procedimentale reso difficoltoso anche dalle carenze finanziarie, di un moderno sistema di depurazione si persegue l’obiettivo di un miglioramento dell’ambiente e del territorio” ribadiscono dal Comune, “un siffatto insediamento comporta indubbiamente un miglioramento igienico-sanitario del territorio, e non il contrario, come sostenuto dall’esiguo numero dei ricorrenti, che, nel contenzioso innanzi alla giustizia amministrativa, hanno cercato di far valere un personale interesse contrastante con l’interesse generale della comunità di Porto Cesareo. Tutte queste argomentazioni e valutazioni sono state fatte valere in giudizio dalla difesa del Comune, egregiamente rappresentato dallo studio Quinto, e sono state accolte dal Consiglio di Stato, che, come detto, non si è limitato ad affermare l’irricevibilità del ricorso per una obiettiva tardività rispetto alle scelte urbanistiche risalenti nel tempo, ma ha altresì statuito sulla infondatezza delle censure di merito”.

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