Pronti all'emergenza. Il ruolo dei cittadini nella nuova protezione civile

A Lecce un convegno della Conferenza nazionale dei consiglio comunali. Formare e responsabilizzare le comunità locali significa contenere le conseguenze delle calamità naturali e degli incidenti su larga scala

LECCE – Il ricordo del nubifragio di martedì è ancora dietro l’angolo, insieme ai danni materiali che gli allagamenti e la tromba d’aria hanno procurato in molte aree del Salento. Ma se la popolazione sapesse cosa fare nel momento stesso in cui diventa imminente un rischio, si riuscirebbe a contenere gli effetti della furia devastante della natura? Probabilmente sì, e per capirlo basta guardare cosa fanno gli altri: la preparazione dei giapponesi al terremoto è proverbiale, ma anche buona parte degli americani sa come mettersi in salvo quando passa un tornado dalle loro parti.

Un ruolo attivo e più consapevole dei cittadini è non solo possibile, ma anche auspicabile. Resilienza è un termine di origine latina che significa, nella sua accezione più generica, adattamento. Nel linguaggio proprio del settore della protezione civile si indica la capacità di una comunità, consapevole di convivere con rischi accettabili, di interagire in modo attivo con le autorità.

E di gruppi comunali di resilienza si è discusso nel pomeriggio di oggi, a Lecce, nell’ambito di un convegno organizzato dalla Conferenza dei consigli comunali nel cui direttivo è presente Alfredo Pagliaro, che presiede la massima assise cittadina. Sono intervenuti il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, il responsabile dell’Anci per l’area Infrastrutture, Sicurezza e Protezione civile, Antonio Ragonesi, il dirigente del settore Protezione civile di Lecce, Fernando Bonocuore, e il geologo Donato Stifani.

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In mattinata invece il personale dell’associazione “Sea Guardians”, una delle circa 60 accreditate presso il coordinamento provinciale della Protezione civile, ha montato una grande tenda da campo sull’ovale di Piazza Sant’Oronzo. Il presidente, Fernando Pallara, ha illustrato ai ragazzi della scuole il funzionamento dei mezzi di intervento: dal pick-up con un sistema antincendio da 500 litri al gommone per gli interventi coordinati con la capitaneria di porto. 

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