Copersalento: incidenti e ambiente, si anima dibattito

Maglie: Wwf e associazione politico-culturale "Biblioteca di Sarajevo" chiedono di avviare un dialogo per risolvere questioni annose, sulle quali si aggiunge ora anche questo caso di "morte bianca"

Il sansificio Copersalento.
Prima i livelli di diossina sforati del 420 per cento, secondo l'Agenzia regionale per l'ambiente. Poi, il tragico incidente all'interno dell'azienda. Un bilancio pesante, un morto ed un ferito. Il dibattito sul sansificio Copersalento parte da Maglie ed investe tutto il Salento. Diverse voci preoccupate si levano in queste ore, alla luce anche degli ultimi risvolti, che vedono carabinieri e Procura aprire un'inchiesta. L'associazione politico-culturale "Biblioteca di Sarajevo" di Maglie, in una nota a firma del suo presidente, Giancarlo Costa Cesari, "esprime la propria preoccupazione dopo la diffusione dei dati relativi all'ultimo controllo dell'Arpa Puglia sui fumi della Copersalento", alla quale "si somma in questi giorni anche quella per le precarie condizioni di sicurezza sul lavoro che perdurano all'interno dello stesso stabilimento". L'associazione, che dice di essere "vicina alla famiglia di Sergio Cariddi, caduto sul lavoro proprio nell'opificio magliese, e agli operai che lì vi lavorano", sottolinea che già in passato ha evidenziato a gran voce proprio queste emergenze, che ad oggi sono ancora lontane da una soluzione per la tranquillità delle popolazioni locali e dei lavoratori, facendosi promotrice di un coordinamento ambientalista che ha visto l'adesione di altre associazioni e singole persone di Maglie e dei paesi limitrofi preoccupate per il danno ambientale derivante dai fumi dell'inceneritore".

Costa Cesari dice di prendere "atto dell'invito ricevuto giorni fa dalla direzione della Copersalento per un incontro nel quale illustrare i dati in possesso alla stessa azienda", e "ricorda un analogo incontro in passato alla presenza dell'onorevole Nichi Vendola, all'indomani di un altro luttuoso incidente sul lavoro". Si dichiara quindi "disponibile ad incontrare i dirigenti dell'azienda, ma vuole farlo insieme a tutte le associazioni e partiti politici del territorio impegnati per la soluzione definitiva del problema. Rilanciamo pertanto ai cittadini e alle associazioni magliesi e dell'hinterland la proposta di dar vita ad un'azione comune a difesa della salute, della sicurezza, dell'ambiente. Siamo disponibili all'incontro solo se questo sarà aperto al costituendo gruppo. Chiediamo alle Istituzioni ed all'azienda - conclude - una soluzione chiara e definitiva dei problemi che interessano un impianto che, nonostante sia stata data la possibilità di adeguarlo, ha dimostrato seri problemi funzionali che lo rendono obsoleto".

Anche il Wwf si domanda preoccupato: "Che ne facciamo di questa Copersalento?". A parlare sono Vittorio De Vitis, coordinatore provinciale del Wwf Lecce e Guido Greco il responsabile del gruppo attivo Wwf di Maglie. "Il luttuoso episodio verificatosi nella serata di venerdì - dicono - rende ancora più grave la posizione di quell'impianto. All'emergenza ambientale, i cui risvolti hanno portato all'esclusione del Cdr dal nuovo piano semestrale di lavorazione, si aggiunge l‘ennesimo grave incidente sul lavoro, che fa di quell'azienda una fonte di danno alla salute "soggettiva" e "oggettiva", interna ed esterna, e rende legittima la preoccupazione della popolazione di cui anche il Wwf è portavoce. Alla luce di questi fatti - sottolineano - occorre avviare un serio e propositivo dibattito sul destino dell'impianto, basato sull'impegno di riacquistare la capacità di progettare uno sviluppo sostenibile, fatto di innovazione tecnologica, mirata a ridurre l'impatto dei processi di produzione, e che non sacrifichi la salute dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, a vantaggio di miopi interessi di breve termine".

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