Crac delle Ferrovie Sud Est: undici arresti. Ai domiciliari l'ex ad Fiorillo

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Bari sul "buco" da 230 milioni di euro della società. Perquisioni e sequestri a Maglie e a Lecce

LECCE – Sono undici le misure cautelari eseguite all’alba di oggi dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta sul crac da 230 milioni di euro delle Ferrovie Sud Est. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica di Bari Roberto Rossi e dai sostituti Francesco Bretone, Bruna Manganelli e Luciana Sivestris, ha portato all’arresto di Luigi Fiorillo, 56enne di Taranto, già commissario governativo, legale rappresentante e amministratore della società. Con lui ai domiciliari altre dieci persone con l’accusa, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, dissipazione e distrazione di ingenti quantità di denaro.

Si tratta di Carolina Neri, bolognese di 53 anni; Gianluca Neri, bolognese di 59 anni; Angelo Schiano, 66enne nato a Bacoli e residente a Roma, Fausto Vittucci, 73enne di Roma; Ferdinando Bitonte, 79enne nato a Toriolo e residente a Roma; Carlo Beltramelli, 64enne di Bologna; Franco Cezza, magliese di 82 anni; il figlio Gianluigi Cezza, magliese di 45 anni e la moglie Rita Giannuzzi, magliese di 72 anni; Fabrizio Romano Camilli, 63enne nato a Roma e residente a Lecce.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Alessandra Susca. Nel provvedimento anche una misura interdittiva, perquisizioni e sequestri eseguiti a Roma, Bologna, Lecce e Maglie. Nell’inchiesta risultano indagate in totale 29 persone, fra imprenditori, dirigenti e progettisti di Fse. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata.

Secondo l’ipotesi accusatoria Fiorillo, in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell'arco di circa 10 anni falsificando bilanci e esternalizzando servizi senza fare gare d'appalto. Accertati, secondo gli investigatori, elevati sprechi di denaro in favore di Fiorillo e dei suoi complici nei reati contestati con un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e appalti milionari per servizi, lavori e forniture cui è conseguita una elevata esposizione debitoria.

Ferrovie Sud Est è una società interamente partecipata dal Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario, acquistata circa un anno fa da Ferrovie dello Stato e attualmente sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità.

Un'intera famiglia coinvolta

C’è un’intera famiglia magliese travolta dall’inchiesta giudiziaria sul crac delle Ferrovie Sud Est. Si tratta del professor Franco Cezza, di sua moglie Rita Giannuzzi, e di suo figlio, l’avvocato Gianluigi Cezza. Ai tre i pubblici ministeri contestano, in concorso con Fiorillo, di aver dissipato e distratto dalla casse di Fse poco più di due milioni di euro in relazione all’affidamento diretto degli incarichi relativi all’archivio storico. In particolare alla “costituzione dell’archivio storico” di Fse, affidato a Franco Cezza; ai “servizi di riordinamento, classificazione, custodia e scarto archivistico”, affidati Rita Giannuzzi; e ai servizi di “inventariazione dei documenti con l’applicazione del codice a barre (Barcode)”, affidati a Gianluigi Cezza.

Ai tre la società ferroviaria avrebbe liquidato complessivamente 2 milioni e 659mila euro per gli incarichi nel corso degli anni tra il 2009 e il 2015. I tre indagati avrebbero poi sub appaltato l’esecuzione degli stessi lavori a una società per 659mila euro. Incarichi affidati in maniera diretta, senza pubblicazione di un bando, in violazione delle normative vigenti, compresa quella sul divieto di frazionamento degli incarichi. Ai tre è stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa due milioni di euro.

L'iniziativa di Codacons

Il Codacons si costituirà parte offesa nell’inchiesta relativa al crac di Ferrovie Sud Est, che ha portato oggi all’arresto di undici persone per i reati di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, e lancia una azione collettiva in favore dei cittadini pugliesi. E’ evidente che se le accuse della Procura di Bari dovessero trovare riscontro, si configurerebbe un danno duplice per gli utenti pugliesi – spiega l’associazione –. Da un lato infatti vi sarebbe un uso distorto dei fondi pubblici, utilizzati per fini personali e non per la gestione del servizio di trasporto pubblico; dall’altro vi sarebbero ripercussioni pesanti sul fronte del servizio reso all’utenza, attraverso un peggioramento quantitativo e qualitativo delle prestazioni.

I cittadini pugliesi hanno pagato per anni le conseguenze di una gestione assurda di Ferrovie Sud Est, ed è arrivato il momento di chiedere il conto ai responsabili – prosegue il Codacons –. Per tale motivo invitiamo tutti gli utenti della Puglia a partecipare alla nostra iniziativa legale, fornendo adesione alla costituzione di parte offesa di massa nell’inchiesta della Procura, perché in caso di accertati reati sarà possibile chiedere un indennizzo in qualità di soggetti danneggiati.

Tutti gli interessati possono inviare una mail all’indirizzo info@codacons.it e otterranno info e assistenza.

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