Crivellata di colpi di pistola calibro 9 l'auto di don Antonio Coluccia

Indagano i carabinieri sul caso avvenuto a Specchia nella notte. L'opera del coraggioso sacerdote è nota, ma non ha più la scorta da diversi mesi

SPECCHIA – Quattro colpi di pistola calibro 9 sono stati esplosi contro la portiera laterale destra dell’autovettura Alfa Romeo di proprietà della famiglia di don Antonio Coluccia, il giovane prete di Specchia noto per le sue battaglie contro la malavita organizzata, tanto da aver subito più volte, negli anni, minacce di morte.

L’autovettura, che lo stesso don Antonio utilizza, quando rientra in paese a trovare i genitori, era parcheggiata a breve distanza dall’abitazione, in corso Italia. A quanto pare, i colpi sono stati esplosi attorno alle 2,10 di notte. Quacuno li ha uditi, ma ha pensato probabilmente a petardi lanciati in strada da giovani. Tipico, nel periodo delle festività natalizie. Purtroppo, però, al mattino, alle 7,30, si è scoperto tutt'altro. 

Due proiettili hanno infratto il finestrino, altri due colpi si sono conficcati nello sportello. Sono stati chiamati i carabinieri, che sono arrivati subito sul posto per un sopralluogo. I militari di Specchia e del Nucleo operativo radiomobile di Tricase hanno recuperato i bossoli da terra e, soprattutto, hanno acquisito alcuni filmati di videosorveglianza per mettere a fuoco i passaggi salienti al momento degli spari e capire se vi siano stati movimenti sospetti di soggetti in auto, moto o a piedi e da quale distanza effettiva siano stati esplosi i colpi.

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Don Antonio è stato costretto a rinviare la sua partenza per Roma, dove da anni svolge la sua attività, prevista proprio per questa mattina. Non solo. Già nei giorni scorsi è stato destinatario di un inquietante “avvertimento”. Ospite a Supersano presso l’aula consiliare per un incontro a tutto tondo sulla legalità organizzato da un’associazione locale, “Fuori dal comune”, previsto per sabato scorso, 15 dicembre, su un manifesto che lo rappresentava, ignoti hanno attaccato una scritta in arabo sugli occhi (stappandola presumibilmente da un altro manifesto), il cui significato dovrebbe essere “buon appetito”.

Al di là della frase, che potrebbe non avere avuto un significato particolare ma essere stata casuale, l’obiettivo reale era sembrato proprio quello di chiudere gli occhi al coraggioso sacerdote, cavalcando lo spauracchio del fondamentalismo islamico. 

Fondatore dell’Opera Don Giustino, all’interno di una villa capitolona confiscata alla banda della Magliana, le attività, condotte sempre a testa da don Antonio, sono ben note, così come le intimidazioni che ha subito, tanto da essergli stata assegnata in passato una scorta. Scorta di cui, però, non dispone più dalla fine dell'estate.

Nel pomeriggio, intanto, la presidente del Consiglio comunale di Specchia, Luigia Maria Rosarcia Scarcia, ha convotato per domani una seduta pubblica straordinaria d'urgenza, aperta, e con possibilità d'intervento. Appuntamento alle 18,30 presso il Municipio per solidarizzar con don Antonio dopo questo vile atto. La cittadinanza, in questo momento, intende stringersi più che mai attorno alla sua figura.

Gli attestati di solidarietà

“Esprimo la piena solidarietà a don Antonio Coluccia per il vile atto intimidatorio perpetrato nella notte a Specchia", dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. "Un gesto esecrabile, che colpisce un uomo, un sacerdote, da sempre impegnato in favore della legalità e della giustizia. Un impegno che don Antonio porta avanti, mettendo a repentaglio anche la propria incolumità personale. Sono certo che don Antonio Coluccia non si scoraggerà e continuerà le proprie battaglie con lo stesso impegno e la stessa determinazione”.

Rosa Barone, presidente della Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, esprime vicinanza a don Antonio Coluccia. "Voglio dire che non è solo e saremo sempre al suo fianco per supportarlo in questo percorso in difesa della legalità. Colgo l’occasione per invitarlo in Commissione per parlarci della sua esperienza e dirci cosa le istituzioni possono fare concretamente per chi, come lui, è ogni giorno in prima linea sul territorio per combattere contro la criminalità”.

Fa eco il segretario provinciale del Pd, Ippazio Morciano. “Quanto accaduto la scorsa notte nel territorio di Specchia ai danni di don Antonio Coluccia è fatto gravissimo e ci auguriamo che al più presto venga fatta luce su questo inquietante atto intimidatorio che viola la serenità della sua vita quanto quella di tutto il Capo di Leuca. Esprimiamo massima solidarietà per chi impegna la propria vita integralmente per promuovere la legalità ed è al servizio degli ultimi. Tutto ciò ci deve fare riflettere sulla difficile situazione che il nostro territorio sta attraversando e sull’impegno che le istituzioni devono profondere per garantire i diritti universali di libertà e giustizia”.

Per Ernesto Abaterusso, presidente del gruppo consiliare LeU/I Progressisti, l'atto "ferisce noi tutti" e "impone una risposta ferma e coerente con quelli che sono i valori della giustizia e della legalità, senza cedimento alcuno e con il coraggio di chi sa di stare dalla parte giusta. A don Antonio diciamo che non è e non sarà mai solo. Oggi più che mai è necessario tenere alta la guardia affinché simili attacchi non fermino l’impegno di chi come don Antonio, a cui va tutto il mio affetto, porta ogni giorno avanti, pur tra mille difficoltà, battaglie importanti e indispensabili per la diffusione di una cultura basata sui principi costituzionali della legalità e della giustizia. Noi saremo sempre lì a condannare atti come questo e a ribadire che ci sono valori inviolabili che nessuno può toccare".

“Il gesto che ha subito è vile e vigliacco", dice anche Paolo Pagliaro, dirigente nazionale di Forza Italia. "Confidiamo nella bontà delle indagini sperando che gli esecutori siano presto individuati e consegnati alla giustizia. Invito pertanto con Antonio a non fermarsi, bisogna continuare a lottare contro i malavitosi”. 

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Bellanova pronta a un'interrogazione 

E’ netto il commento della senatrice Teresa Bellanova, componente Commissione parlamentare antimafia, dopo l’episodio di ieri notte a Specchia e i colpi di pistola contro l’auto di Don Antonio Coluccia, il parroco originario di Specchia, per anni vissuto sotto scorta, che nella villa alle porte di Roma di Salvatore Nicitra, boss della banda della Magliana, ha realizzato una casa per i poveri.

“Da anni - prosegue la senatrice - l’impegno e la dedizione di don Antonio sono noti. Così come l’apprezzamento del suo lavoro e della sua tenacia da parte  di tutti coloro che vivono in quel quartiere e di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di essere accolti nella dimora di via Giustiniani. Per questo è necessario che il Governo e il Ministro dell’Interno intervengano quanto prima chiarendo anche le ragioni che hanno determinato la revoca della scorta, a quanto pare inopportuna e avventata. A don Antonio e alla sua famiglia tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza”.

Lega: "Necessita della massima protezione"

“Il Salento e i salentini condannino e respingano i loro concittadini che minacciano a colpi di pistola un santo sacerdote”, è l’appello che lanciano, in una nota, il segretario regionale della Lega, Andrea Caroppo, e il segretario provinciale di Lecce, Elisa Rizzello. “Gli avvertimenti e le intimidazioni che mettono a rischio la sua incolumità personale dimostrano che don Antonio ha fatto e sta facendo tanto bene: diversamente non subirebbe le attenzioni della criminalità organizzata”.

“Dimostrano, però, anche che don Coluccia - da sempre impegnato in favore della legalità e per gli ultimi, anche attraverso il riutilizzo in loro favore di beni confiscati alla mafia - necessita della massima protezione possibile da parte dello Stato e da parte di tutti i salentini onesti. Don Antonio Coluccia  sappia - concludono Caroppo e Rizzello - di poter contare, oggi più che in passato, sul sostegno personale nostro, del nostro partito e delle istituzioni che rappresentiamo”.

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