Si sbriciola un’altra porzione di falesia: l’area interdetta con reti da cantiere

Il crollo nella tarda mattinata a Torre dell’Orso, nei pressi di “Punta matarico”. La polizia locale in attesa di nuovi segnali verticali tradotti in più lingue

Il materiale roccioso finito in mare.

TORRE DELL’ORSO (Melendugno) – Nuovo crollo sul litorale adriatico salentino. Una porzione di falesia si è infatti sbriciolata, nelle scorse ore, nel tratto di costa del territorio di Torre dell’Orso, una delle marine di Melendugno. Le prime telefonate sono giunte al comando di polizia locale intorno alle 11 e mezzo da parte di alcuni bagnanti che hanno notato l'accaduto. Un intero costone tufaceo si è infatti sgretolato, finendo in mare nei pressi della località denominata abitualmente “Punta matarico”, lo scoglio che si trova a nord dei faraglioni de “Le due sorelle”, il noto "monumento" naturale della marina.

Sul posto sono giunti immediatamente gli agenti melendugnesi, coordinati dal comandante Antonio Nahi, per i primi sopralluoghi. Si è lavorato incessantemente fino al pomeriggio, con la collaborazione degli operai del Comune, per interdire definitivamente l’accesso all’intera area: questa volta non più con i segnali di divieto, bensì direttamente con le reti da cantiere. E non è tutto. Il personale comunale sta infatti attendendo la nuova segnaletica verticale, tradotta in più lingue e richiesta d’urgenza nel pomeriggio di oggi. Il provvedimento non soltanto per preservare lo stato dei luoghi, risparmiandolo alfenomeno ambientale che sta interessando tutto quel tratto costiero, ma soprattutto per tutelare l'incolumità dei cittadini.

Nonostante totem informativi e divieti già esistenti, nelle ultime settimane in tanti hanno continuato a imboccare il sentiero a picco sul mare, col rischio di gravi conseguenze. Oggi, fortunatamente, al momento del crollo nessuno si trovava nelle vicinanze. La scorsa estate la decisione dell'amministrazione comunale, relativa alla chiusura in via precauzionale della Grotta della Poesia, considerata a rischio crollo, innescò una scia di polemiche e malcontento. A oggi, invece, l'ente ha dimostrato che non si trattava di un esagerato senso di allerta, ma di un pericolo oggettivo e concreto.

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