Cursi ricorda la figura del senatore Michele De Pietro

In memoria dell'uomo che da ministro di Grazia e giustizia ha realizzato la modifica del Codice Rocco, fra le principali riforme del sistema giudiziario, anche una lettera del presidente Napolitano

Michele De Pietro
Ricorre oggi il quarantesimo anniversario della morte di Michele De Pietro, avvocato e senatore della Repubblica e che ricoprì anche le cariche di vicepresidente del Senato e ministro di Grazia e giustizia. Nato a Cursi il 26 febbraio del 1884 e scomparso a Lecce il 7 ottobre del 1967, la sua città natale lo ricorda oggi con una commemorazione affidata alla parole del primo cittadino. "De Pietro ha realizzato una delle più importanti riforme del sistema giudiziario, la modifica del Codice Rocco con la eliminazione degli istituti e disposizioni che si ispiravano alle concezioni autoritarie del regime fascista", ricorda il sindaco Edoardo Santoro.

"Eletto dal Parlamento tra i sette membri laici del Consiglio superiore della magistratura, ricoprì la carica di vicepresidente. Oltre a distinguersi in campo politico e giudiziario - dice ancora il primo cittadino - Michele De Pietro ha dimostrato grande attaccamento alla terra natia donando un suo immobile per essere adibito a scuola materna paritaria, nonché terreni che hanno consentito la realizzazione della scuola elementare e l'ampliamento del cimitero".

Al ricordo di De Pietro, si aggiunge la più illustre delle voci, quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che a inviato un telegramma al sindaco di Cursi. "in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa - scrive il presidente -, l'amministrazione comunale di Cursi rende onore, con una giornata celebrativa, all'avvocato, senatore Michele De Pietro che da membro della consulta, ministro, vicepresidente del Senato e del Consiglio superiore della magistratura ha sempre operato con rigore etico e appassionato impegno civile".

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"Della sua lunga militanza politica - prosegue Giorgio Napolitano -, non possono essere dimenticati i preziosi contributi che ha offerto al Senato
ed al Governo per l'adeguamento del codice di procedura penale alle nuove condizioni storiche e politiche dell'italia e la lunga battaglia parlamentare, che lo vide protagonista, per l'approvazione della legge istitutiva del consiglio superiore della magistratura. Con sentimenti di vivo apprezzamento - conclude - rivolgo a Lei, egregio sindaco, agli intervenuti e a tutta la comunità di Cursi un saluto partecipe e cordiale".

Il telegramma del presidente della Repubblica

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