Dalle bare ammucchiate agli abusi edilizi, in sei finiscono denunciati

I casi a Lequile, Otranto, Gagliano del Capo e Sogliano Cavour. Qui un deposito agricolo era stato trasformato in b&b

LECCE – Il reato contestato è di gestione illecita di rifiuti. I rifiuti in questione, sono però piuttosto macabri. Fra questi, resti di bare. E’ un funzionario 63enne il denunciato, a Lequile, per una vicenda che riguarda il cimitero locale. L’intervento è stato dei carabinieri forestali di Lecce, dopo una segnalazione telefonica che ha raggiunto la sala operativa regionale. 

Una pattuglia si è ha quindi recata nel camposanto, per verificare la segnalazione, circa l’esistenza di un’area in cui sarebbe avvenuto uno stoccaggio di rifiuti da esumazione ed estumulazione non conforme con le normative che disciplinano la gestione dei rifiuti sanitari. 
I forestali hanno documentato come nell’area fossero presenti resti di casse utilizzate per la sepoltura, sia di metallo, sia di legno. Ancora: simboli religiosi e ornamenti, avanzi di indumenti, imbottiture, materiali provenienti da lapidi e da lavori di edilizia cimiteriale, non separati per categorie omogenee e non contenuti negli imballaggi flessibili previsti dalla normativa. 

Stando sempre a quanto evidenziato dai militari, l’area sarebbe in contrasto con le norme tecniche del decreto legislativo 152/2006, con particolare riferimento ai rischi sanitari che potrebbero derivare dalla vicinanza dell’area ai servizi igienici pubblici (vi è una finestra con apertura sull’area di deposito), assenza in larga parte di pavimentazione e di sistemi di drenaggio delle acque, esposizione dei rifiuti agli agenti atmosferici, mancanza di una chiusura idonea della porta di accesso all’area di deposito. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato effettuato il sequestro probatorio dell’area adibita a deposito temporaneo.

Terreno sbancato, una denuncia

Nella zona di Otranto, invece, sulla litoranea per Santa Cesarea Terme, i forestali del comando idruntino hanno denunciato Z.R., originario di Uggiano La Chiesa, 71enne. Risponde di aver realizzato opere in assenza di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica. I fatti riguardano lavori di sbancamento su un terreno vincolato e  la realizzazione  di un manufatto, in parte interrato. 

Opera difforme, due nei guai

A Gagliano del Capo, invece, i carabinieri della stazione locale, hanno denunciato abusivismo edilizio continuato in concorso P.M.L., 49enne e B.A., 54enne, entrambi del posto. Qui, i carabinieri hanno accertato che un’opera edile riconducibile ai due sarebbe difforme rispetto al progetto approvato. L’area è stata sequestrata. 

E il deposito agricolo diventa b&b

Nei giorni scorsi, invece, a Cutrofiano, i carabinieri forestali di Maglie hanno denunciato M.M., 51enne e V.A., 52enne, entrambi di Sogliano Cavour. Durante un controllo del territorio, i militari hanno accertato che su di un terreno agricolo di proprietà del primo, era stato realizzato un fabbricato, in origine autorizzato come deposito attrezzi agricoli e casa colonica con annessa piscina, finalizzato alla conduzione del terreno circostante, ma in realtà interamente arredato e trasformato in bed & breakfast. 

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Le opere sarebbero difformi in maniera sostanziale, sia nelle volumetrie, sia nelle superfici rispetto a quanto previsto nel permesso di costruire. Su di un secondo terreno adiacente, sempre di proprietà del primo uomo, era stato realizzato anche un secondo immobile, concesso esclusivamente per deposito attrezzi agricoli. Oltre la realizzazione di una piscina non autorizzata, i forestali hanno rilevato altri problemi nelle volumetrie, nelle superfici, nella variazione della pianta interna e nella trasformazione d’uso, da deposito attrezzi agricoli in struttura turistico ricettiva perfettamente arredata e funzionante. Entrambi i fabbricati, peraltro, erano già stati pubblicizzati su Internet proprio come bed & breakfast.  

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