Darsena di San Cataldo: "Siamo senza stipendio, intervenga il Comune di Lecce"

I sei lavoratori transitati nella ditta Marina di Portisco, dopo un'estenuante protesta, continuano a garantire il servizio gratuitamente e chiedono aiuto al sindaco Perrone. Gli utenti decidono di dare un contributo volontario

 

LECCE - I sei lavoratori della darsena di san Cataldo con qualifiche diverse (quattro ormeggiatori, un terzo livello specializzato e un impiegato) sembrano avere avuto la meglio circa il tentativo della Marina di Portisco spa di assumerli con modalità contrattuali (contratto part-time e a tempo determinato 3 mesi) non contemplate nel bando del Comune di Lecce che l'azienda si è aggiudicata in quanto unica partecipante.

Il bando di gara prevedeva, infatti, l'applicazione della cosiddetta clausola sociale e quindi l'assunzione prioritaria di tutte le maestraenze già operanti sull'impianto. Dopo la protesta permanente dei lavoratori che si sono barricati all'interno della struttura per non "scomparire" e perdere, quindi, i diritti acquisiti, nel mese di luglio è stato revocato l’appalto avente ad oggetto la concessione quinquennale per la gestione della darsena.

Il calvario dei lavoratori, tuttavia sembra non essere ancora finito, come spiegano gli interessati che rivendicano un impegno quotidiano, diurno e notturno mai retribuito da quel lontano 5 luglio: dopo la cessazione dell’appalto, cioè, da parte della ditta Colaci mare srl. Ad oggi non è stato corrisposto, infatti, lo stipendio del mese precedente e non esistono certezze per la retribuzione di agosto. "La situazione è terribile – denunciano i lavoratori - e provoca grande malessere tra chi non riesce più ad anticipare spese per recarsi sul posto di lavoro, e non è in grado di far fronte alle spese quotidiane per la casa e la famiglia".

La loro richiesta, presentata al primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone, tramite il legale di riferimento, Italo Porcari, è che ilComune provveda “urgentemente”, dando disposizioni e assumendo gli opportuni provvedimenti, alla gestione dei servizi e riscossione di quanto dovuto. Gli stessi utenti della darsena hanno attestato, proprio in queste ore, la propria solidarietà ai lavoratori interessati, dichiarano di voler dare un contributo volontario alle maestranze che hanno scelto di non fermarsi ma di continuare ad erogare il servizio, ben oltre i disagi e le incertezze del momento.

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