Violenza sulle donne nel Tacco, dati del centro "Renata Fonte": 239 casi solo negli ultimi mesi

Presentati i dati relativi al 2019: il 70 per cento delle richieste di aiuto da parte di vittime tra i 30 e i 45 anni. Ma cresce il numero dei maltrattamenti tra le giovanissime da parte di coetanei

Il Centro antiviolenza "Renata Fonte".

LECCE – “Dalla violazione alla violenza: la tutela della legge”. Questo è il titolo dell’incontro che, questa mattina, è stato organizzato presso il centro antiviolenza “Renata Fonte” per presentare i dati ufficiali dell’incidenza del fenomeno nell’anno appena concluso. Al convegno hanno anche preso parte le vittime di violenza che hanno usufruito dell’assistenza, psicologica e legale, delle volontarie della struttura leccese. Sebbene la fascia più colpita sia quelle di donne adulte, ragazze sempre più giovani chiedono aiuto alla struttura, diretta dalla presidente Maria Luisa Toto, per fronteggiare casi di maltrattamento di ogni genere. Spesso all’interno delle mura domestiche.

Il 18 per cento delle richieste di aiuto comprende ragazze tra i 18 e i 29 anni, maltrattate e vessate da compagni coetanei. Sono 239 i casi totali denunciati solo nel 2019: spia del fatto che la problematica non sembra per nulla essere in calo. Anzi. Delle richieste di aiuto, il 91 per cento è giunta da donne che hanno cittadinanza italiana, il 2,8 per cento con cittadinanza nei Paesi dell’Unione europea e il 5,56 per cento extraeuropea.  La fascia d’età tra i 30 e i 45anni è quella maggiormente colpita dal fenomeno: costituisce il 70 per cento . Con riferimento allo stato civile, risulta che le donne che hanno avuto accesso al centro sono per il 33 per cento coniugate, il 26,5 per cento separate, il 5,5 per cento divorziate. Dati che confermano il carattere intrafamiliare della violenza, anche dopo la separazione.

Per ciò che concerne il dato relativo alle donne nubili, 31,5 per cento, si può affermare che le forme di violenza vengono agite all’interno della relazione di coppia. Il fenomeno è trasversale e colpisce chiunque. Si registra infatti che il 48 per cento delle donne sono diplomate ed il 18 per cento laureate. I dati, inoltre, dimostrano come  l’assoggettamento della donna possa peggiorare in caso di assenza di un lavoro stabile: il 20 per cento risulta non occupata e un altro 30 con occupazione precaria. Si segnala, tuttavia, che la violenza si manifesta anche attraverso l’arbitrario accesso, da parte dell’uomo violento, a risorse economiche della donna che lavora.

Le donne che si rivolgono al Centro antiviolenza “Renata Fontespesso riferiscono di aver subito violenza multiple. Si tratta di violenze agite da partner o ex partner, dirette ad esercitare forme di controllo e di sopraffazione. Alle violenze fisiche o sessuali si accompagnano spesso anche forme di violenza psicologica e di carattere economico. La violenza psicologica sembra però accompagnare tutte le forme di violenza, così come quella del ricatto economico. Rispetto al 2018, aumentano le donne che subiscono violenza fisica, psicologica e stalking, mentre diminuiscono le sessuali.

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