Dissequestrato per metà il Bahia del Sol. Ma a Pasquetta festa con i carabinieri

Parte dello stabilimento balneare di Porto Cesareo, al quale son stati apposti i sigilli giovedì, sarà nuovamente fruibile: alcuni degli abusi edilizi sarebbero caduti in prescrizione. Ma per il party del Lunedì dell'Angelo, i militari dovrebbero presidiare le aree ancora sotto sequestro

I carabinieri nei pressi dello stabilimento

PORTO CESAREO – Assume dei contorni che rasentano il grottesco la vicenda che, nella mattinata di giovedì, ha visto lo stabilimento balneare “Bahia del Sol snc” - sulla litoranea che congiunge Porto Cesareo a Torre Lapillo – finire sotto sequestro preventivo, per presunti abusi edilizi , su disposizione del gip del Tribunale di Lecce.

Nel corso della giornata di sabato, infatti, i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, guidati dal capitano Nicola Fasciano – gli stessi che hanno apposto i sigilli alla struttura gestita dai due fratelli di Copertino, Luca e Maria Stefania Mangialardo- eseguiranno un decreto di dissequestro di alcune parti del noto locale, su richiesta avanzata dal sostituto procuratore Antonio Negro.

Le irregolarità della struttura, contestate dalla procura della Repubblica di Lecce, riguardavano una recinzione metallica edificata sulla spiaggia, che taglia in due una duna, due pedane in legno su area demaniale e un  viale di accesso libero al mare sono stati praticamente privatizzati. E  diverse impalcature non amovibili, come imposto dalla legge,  ma fisse.

A richiedere che il provvedimento fosse ritirato, gli stessi titolari dello stabilimento, i quali hanno presentato una documentazione al magistrato, dimostrando come un’ala del locale non fosse stata modificata di recente, bensì più di quattro anni addietro. Il tempo necessario affinché i reati per abusivismo edilizio cadano in prescrizione, per intendersi.

Le aree nuovamente fruibili saranno quelle della zona riservata ai parcheggi e del corridoio di accesso e della pista da ballo. La pista da ballo, appunto. Non il resto. Quindi non i servizi igienici adiacenti, non le nicchie che contengono, ad esempio, gli estintori.

Non ci sarebbe nulla di, come dire, originale, se non fosse che  Mangialardo aveva già programmato e promosso un party per il giorno di Pasquetta, con tanto di autorizzazione già concessa dall'amministrazione. Una festa in pompa magna in cui sarebbe previsto – a suo dire- persino un impianto audio da 200mila euro (dopo quello sequestrato l’estate scorsa dai militari dell'Arma, a seguito di ulteriori irregolarità) e che ora rischia di sfumare. Per due motivi, entrambi contenuti nel decreto di dissequestro.

Il primo punto, tanto per cominciare, prevede che il gestore del “Bahia del Sol” richieda un permesso, ex novo, all’Ufficio tecnico del Comune di Porto Cesareo: dal momento che ora potrà contare solo su una parte della struttura, e non per intero come in un primo momento, dovrà quindi inoltrare una nuova richiesta. Viste e considerate le date non proprio fortunate per risolvere questioni burocratiche, e tenuto conto di eventuali assenze e ferie dei dipendenti del municipio, non è detto che si tratterà di una corso contro il tempo “fruttuosa”.

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Ammesso, inoltre, che la vicenda andasse a buon fine e che la clessidra desse una chance a Mangialardo, ci sarebbe il secondo punto contenuto nel decreto. Se l’evento si dovesse dunque svolgere, questo dovrebbe essere presidiato dai carabinieri. Un party semi-militarizzato, per avere la certezza che gli invitati non occupino le aree ancora sotto sequestro. Vada per le danze, ma niente bagni, a meno che non ci si organizzi con i servizi chimici. Niente estintori, a meno che non ci si ripieghi su pompieri “privati”.

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