Degrado a Belloluogo: "Ennesimo tentativo di intrusione nella storica Torre"

Arriva una nuova denuncia di atto vandalico presso il monumento leccese, contenuta nella lettera di Beniamino Piemontese: denunciato l'ennesimo atto vandalico. E nel fossato d'acqua intorno abbandonati detriti di ogni genere

LECCE - Il degrado e il vandalismo a Belloluogo sono da tempo denunciati nelle cronache cittadine, grazie alle segnalazioni dell'associazione "Osservatorio Torre di Belloluogo". Tuttavia gli episodi segnalati si moltiplicano: è di queste ora una nuova lettera di Beniamino Piemontese, membro fondatore dell'associazione citata, che racconta l'ennesimo atto vandalico nell'area.

"Nel tardo pomeriggio di ieri, mentre transitavo in auto su via vecchia Surbo per recarmi nella sede dell'associazione Osservatorio Torre di Belloluogo, di cui sono stato fondatore e di cui mi onoro di fare parte ancora oggi, giunto all'altezza della cancellata che si trova nei pressi della Torre di Belloluogo, prima di svoltare per via Zimbalo, ho sostato per guardare attraverso le sbarre del cancello nell'area circostante il Monumento, sperando di vedere delle novità positive nell'avanzamento dei lavori del costruendo 'Parco urbano attrezzato della torre di Belloluogo', iniziati da una decina d'anni.

Come sapete è da alcuni lustri che mi reco praticamente ogni giorno alla Torre di Belloluogo, specialmente da quando (e sono molti anni) l'associazione nata appositamente vent'anni fa in difesa della Torre ha preso sede a pochi passi da essa. Ieri, sapendo che purtroppo la Torre è fatta oggetto da molto tempo da incursioni e devastazioni vandaliche, mi sono fermato oltre che rimirare l'amato monumento, anche per dare una controllatina, per vedere se era tutto a posto, per quanto potessi fare trovandomi ad una certa distanza, oltre il cancello che dista qualche decina di metri dalla Torre.

Mi sono subito allarmato perché ho notato dei movimenti sospetti di un individuo che si trovava sul ponticello in muratura che dà accesso alla Torre, nelle immediate vicinanze del cancelletto che delimita l'ultimo sbarramento al prezioso monumento. Dai movimenti che riuscivo ad intravedere, mi sembrava che quell'individuo cercasse di trovare il modo per oltrepassare quel cancello.

Un moto di rabbia mi ha invaso immediatamente, ed allora mi sono prontamente portato con l'auto all'ingresso dell'area del cantiere, dove è possibile facilmente introdursi per via del fatto che non esiste altro impedimento che una leggera barriera metallica posta in ampio varco entro un muro di pietre a secco.

Lasciata lì l'auto, mi sono addentrato velocemente raggiungendo subito la Torre di Belloluogo, facendo in tempo a vedere che lo sconosciuto, resosi conto del mio arrivo, si stava allontanando precipitosamente attraverso la scalinata che porta alla zona dell'ipogeo sottostante. Data la pericolosità della situazione, viste le probabili illecite intenzioni di quell'individuo, ma soprattutto per le insidie riposte in luoghi sotterranei e bui, ho desistito dal pormi all'inseguimento di quella persona, e ho rivolto la mia attenzione ad accertare se ci fosse stata effettivamente una intrusione nella Torre.

Il cancelletto era stato vistosamente fatto oggetto di un tentativo di forzatura, e ciò risultava dal fatto che si trovava praticamente semi-aperto, se non fosse stata per la forza della catena e la resistenza del lucchetto, che avevano tenuto all'urto a cui erano stati sottoposti, non per molto dato il mio accorrere.

La mia rabbia è montata ancora di più considerando il fatto che mi trovavo per l'ennesima volta da molti anni a questa parte ad essere testimone di tentativi - a volte purtroppo riusciti!!!- di intrusione di malintenzionati nella Torre di Belloluogo, tentativi posti in atto tanto con la forzatura e la rottura della catena e/o del lucchetto che chiudono il cancelletto della Torre oppure attraverso lo scavalcamento o l'aggiramento della cortina muraria che delimita il perimetro del banco roccioso sul quale è posta la Torre di Belloluogo.

Ma ieri la mia rabbia e la mia terribile amarezza non dovevano finire lì, perché mentre mi trovavo fermo come una rabbiosa vedetta sul ponte in pietra della Torre di Belloluogo, guardando giù nel fossato pieno d'acqua (un tempo!) che circonda il fascinoso quanto indifeso Monumento, con enorme disgusto e riprovazione ho visto comparire un amalgama schifoso di detriti di ogni genere buttati da individui irresponsabili ed incivili ad insozzare luridamente le verdi acque verginee del meraviglioso fossato della Torre di Belloluogo, e dentro di me è ribollita ancora di più la rabbia, il disprezzo e l'odio verso i responsabili di questa immonda lordura e di tutto ciò, voglio dire questa situazione di miserabile abbandono ai vandali della Torre di Belloluogo".

Beniamino Piemontese

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