La diagnosi è errata e muore: a processo quattro medici dell’ospedale di Scorrano

Finisce al vaglio di un giudice il caso della morte di una donna di 68 anni, avvenuta il 3 ottobre del 2016 a causa di una grave infezione addominale che, inizialmente, sarebbe stata scambiata per un’infezione alle vie urinarie

SCORRANO - Si recò nel pronto soccorso dell’ospedale di Scorrano con forti dolori addominali, quella mattina del 21 agosto 2016. Fu ricoverata nel reparto di Medicina, dove la diagnosi fu di un’infezione alle vie urinarie e di microcalcolosi al rene destro. La paziente morì a 68 anni, in seguito a un intervento, il 3 ottobre successivo. L’operazione riuscì, ma non bastò a risolvere quella che era la reale causa del suo male e ritenuta dall’accusa individuabile sin dal principio: un'infezione addominale

Non solo. Stando alle indagini, se fossero stati eseguiti con maggiore tempestività gli esami del caso, questa donna forse avrebbe potuto salvarsi. Ed è questo quello che dovrà chiarire il processo nei riguardi dei quattro medici in servizio al nosocomio di Scorrano che si presero cura di lei.

Lo ha deciso oggi il giudice per l’udienza preliminare Simona Panzera che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini, titolare dell’inchiesta avviata proprio in seguito alla denuncia dei familiari della presunta vittima. Questi saranno parte civile in aula (con l’avvocato Oronzo Carrozzini) e hanno avanzato una richiesta risarcitoria per un milione e 600mila euro. A partire dal 7 ottobre, al banco degli imputati davanti al giudice Alessandra Sermarini, siederanno: A.M., 61 anni, di Lecce; U.G.C., 58 anni, di Poggiardo; A.C., 58 anni, di Otranto e A.B.R., 59 anni, di Spongano.

A difenderli ci penseranno gli avvocati Luigi Corvaglia, Luigi e Roberto Rella e Antonio Candido.

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