"Diffamati da simpatizzanti M5s". Portavoce No Tap sporge denuncia

Frattura insanabile. Possibile anche una citazione civile, dopo alcuni post ritenuti molto offensivi sui social. E Maggiore spiega: “Non ho bisogno dei loro soldi, donerò tutto alla cassa di resistenza del movimento No Tap”

LECCE – La frattura è netta e insanabile dal 28 ottobre scorso, quando a San Foca gli avvisti No Tap hanno bruciato le bandiere del Movimento 5 stelle, accusando in particolare gli esponenti salentini al governo – ministro per il Sud, Barbara Lezzi, in testa – di aver tradito fiducia e aspettative in loro riposte nella battaglia per bloccare il gasdotto.

Da allora, le scintille continuano a scoccare, sancendo distanze ormai incolmabili, se è vero che proprio questa mattina, per conto degli attivisti No Tap (e in particolare per il portavoce Gianluca Maggiore), l’avvocato Alessandro Calò ha presentato una denuncia in Procura in cui si chiede alla magistratura di valutare se vi siano gli estremi della diffamazione aggravata nel caso di un post pubblicato da un uomo di origine sarda, evidente simpatizzante dei pentastellati, seguito da altri commenti dal tenore piuttosto pesante (presumibilmente di altre persone ideologicamente vicine ai 5 stelle), in cui “becchino” o “idiota” sono giusto gli epiteti più edulcorati.

E’ stato lo stesso Maggiore, il giorno successivo alla manifestazione, ad accorgersi che sul profilo di quest’uomo, residente peraltro molto lontano dal Salento, era stato inserito un fotogramma che ritraeva il portavoce No Tap mentre rilasciava alcune dichiarazioni al Tgcom (fra le tanti emittenti nazionali presenti a San Foca il 28 ottobre), seguito da una raffica di insulti. Dieci i post pubblicati a corollario, di cui circa la metà ritenuti particolarmente offensivi (cioè, ben lontani da quello che può essere ritenuto un legittimo esercizio di critica).

maggiore-3-2Fra l’altro, si sarebbe anche messo in dubbio il ruolo di Maggiore, sospettandolo un esponente del Pd che stesse imbastendo una sorta di sceneggiata. E nella denuncia presentata questa mattina, si è sottolineato come Maggiore sia portavoce dei No Tap fin dal 2011.

Al di là della denuncia presentata in Procura, il legale e i No Tap stanno valutando anche se agire subito in sede civile, per non  far passare il principio che su Facebook e sui social in generale, possa passare qualsiasi tipo di messaggio senza alcun filtro, in cui, ben lontani da argomentazioni e opinioni, dominino solo pesanti invettive. Sono state oltre una novantina le condivisioni a quel post, ma si sta cercando di capire se lo stesso messaggio sia passato anche in altri gruppi.

Secondo Maggiore, più di qualcuno si sarebbe sentito autorizzato a bombardare il web con pesanti epiteti, dopo aver visto l’ormai noto video di risposta alla manifestazione dei No Tap della ministra Barbara Lezzi. E, come detto, dovrebbe seguire a breve anche una citazione in sede civile per chi si è reso responsabile delle offese. “Non ho bisogno dei loro soldi, donerò tutto alla cassa di resistenza del Movimento No Tap”, commenta a tale proposito Maggiore. “I cinque stelle non vogliono più difendere la popolazione dal Tap, come avevano promesso e noi useremo i loro soldi per difenderla”.

Tap: "Strappate reti di protezione degli ulivi"

Inanto, il consorzio Tap rende noto che ka scorsa notte, nell’area dove sono in corso le attività di costruzione del terminale di ricezione, ignoti hanno strappato da alcuni ulivi le reti di protezione che erano state posizionate in coordinamento con le autorità fitosanitarie locali. "Le linee guida cui Tap si attiene per la protezione degli ulivi prevedono che, dopo il campionamento per le analisi fitosanitarie, le piante siano individualmente isolate dall’ambiente circostante con reti anti-insetto", spiega il consorzio.

"Queste ultime saranno poi rimosse una volta che gli alberi saranno trasportati e custoditi sotto i canopy all’interno del vivaio di Masseria del Capitano che già ospita, in vista del loro futuro riposizionamento nella posizione originaria, circa 650 ulivi mantenuti in salute da costanti cure agronomiche".

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