Vigili urbani sotto tiro su Facebook: quattro cittadini si ritrovano denunciati

Per il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, i cittadini coinvolti nella vicenda hanno diffamato il corpo di polizia local, diretto da Elisa Gianfreda, con parole inaccettabili. Gli insulti si sarebbero protratti per mesi, ben oltre il diritto di critica

PARABITA – Se il diritto di critica viene stravolto e diviene diffamazione e il dileggio si protrae per mesi, allora non resta che la denuncia. Quattro persone sono state deferite nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica dal Comune di Parabita per “aver offeso, denigrato e ridicolizzato per mesi i vigili urbani”.

Se il procedimento dovesse arrivare fino al termine, i denunciati rischiano da una condanna da uno a tre anni di reclusione e un’ammenda di oltre 4mila euro. Questo, secondo la legge, è il prezzo della diffamazione: “Se tramite Facebook ci si limitasse a denunciare errori e illeciti delle autorità – ha dichiarato la comandante della polizia municipale, Elisa Gianfreda - non ci sarebbe stato assolutamente nulla da ridire, dato che il diritto di critica resta sacrosanto. Nei casi oggetto di denuncia, invece, Facebook è divenuto il ritrovo online favorito dagli scontenti per sparare ad alzo zero sulla polizia municipale scaricandoci sopra una miriade di improperi, alcuni dei quali sono stati rimossi, ma troppo tardi per evitare la denuncia, che è scattata quando è stato oltrepassato il diritto di critica”.

E’ convinzione dell’amministrazione che le fattispecie documentate e portate in Procura integrino anche il reato di istigazione a delinquere. Il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, non ha molti dubbi in merito: “Riteniamo che quelle affermazioni trascendano da una normale dialettica e da una doverosa azione di sollecitazione e stimolo di cui può legittimamente farsi carico un cittadino nei confronti della pubblica amministrazione. L’auspicio di ciascun cittadino di ottenere un servizio efficiente è ben diverso dall’insultare pesantemente o dal proporre accuse, infondate, indiscriminate, e quindi diffamatorie e lesive del Comune di Parabita, della polizia municipale e della dignità personale e professionale di tutti i suoi appartenenti”.

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