Diffamò l'ex giudice Alberto Maritati? A processo il sindaco di Cerignola

Sarà un processo a stabilire se quanto riportato nel libro scritto dall'avvocato Franco Metta, "Toghe, patate e cozze", abbia diffamato l'ex giudice (e senatore della Repubblica) Alberto Maritati. Il gup Stefano Sernia lo ha rinviato a giudizio

LECCE – Diritto di cronaca (e di critica), satira o diffamazione a mezzo stampa, sarà un processo a stabilire se quanto riportato nel libro scritto dall’avvocato Franco Metta, “Toghe, patate e cozze”, abbia diffamato l’ex giudice (e senatore della Repubblica) Alberto Maritati. Il gup Stefano Sernia lo ha rinviato a giudizio, accogliendo la richiesta della pubblica accusa.

Al centro della querelle giudiziaria il libro (scritto con Tommaso Francavilla) in cui gli autori esaminavano alcune vicende giudiziarie e grandi inchieste pugliesi. Metta ha sempre respinto le accuse, spiegando che le frasi incriminate erano relative ad alcuni articoli riportati nel libro e pubblicati alcuni mesi prima da Francavilla. L’imputato si sarebbe limitato a tratteggiare alcuni “ritratti” di magistrati pugliesi (Maritati, Emiliano, De Castris), attraverso aneddoti e storie. La posizione di Francavilla è stata stralciata per motivi salute e l’udienza è stata rinviata a ottobre. Il gup ha disposto degli accertamenti medici per stabilire l’eventuale capacità di stare in giudizio.

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Gli atti giudiziari provengono da Foggia, dove la vicenda era già finita a dibattimento. Dopo la nomina di procuratore a Foggia di Leone de Castris (il magistrato era parte offesa inizialmente, poi ha deciso di rimettere la querela), gli atti sono stati trasferiti a Lecce. Sarà ora il giudice monocratico Silvia Minerva a stabilire se via sia stata diffamazione. Il processo si aprirà a settembre. Maritati, assistito dall'avvocato Michele Laforgia (sostituito nell'udienza preliminare dalla collega Viola Messa), si costituirà parte civile.

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