Disperso in mare: ricerche a tutto campo, ma il meteo non dà tregua

Nella notte la guardia costiera ha continuato a pattugliare la zona del Ciolo. Oggi, sono tornati in azione elicotteri e sommozzatori

GAGLIANO DEL CAPO – Le ricerche non si sono mai interrotte veramente. Anche durante la notte, due motovedette della guardia costiera , la Cp 886 e la CP 848, provenienti da Santa Maria di Leuca e Otranto, hanno continuato a percorrere lo specchio d’acqua fra località Ciolo e dintorni, nella difficile impresa di scorgere qualunque traccia, anche un indumento, di Mario Trane, il 67enne di Gagliano del Capo, caduto in mare a causa di un malore, mentre si trovava ieri mattina a pesca con la canna sulla scogliera. Purtroppo, senza esito.

Alle prime luci del giorno, poi, la macchina organizzativa s’è rimessa pienamente in moto con tutti i mezzi disponibili. Si può contare sulla luce, ma non sulla clemenza mare, che resta molto agitato. Le condizioni meteo, dunque, anche oggi restano proibitive.  

Le ricerche di ieri e oggi

Ieri, per avere una visione quanto più estesa possibile, sono stati impegnati mezzi aerei della polizia, della guardia di finanza e dei vigili del fuoco. Questi ultimi hanno inviato anche il Nucleo sommozzatori di Brindisi, che oggi s’è dato il cambio con i colleghi di Bari, e il Nucleo droni. Non sono ovviamente mancate diverse pattuglie smistate sulla scogliera, anche con il supporto dei carabinieri. E pure oggi, si prosegue nelle ricerche con mezzi nautici ed elicotteri dei vari corpi. Oltre ai sommozzatori dei vigili del fuoco, ve ne sono altri sei del coordinamento provinciale della protezione civile, imbarcati sulle motovedette Sar della guardia costiera.

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I soccorsi, ieri mattina, sono stati richiesti al 1530, numero d’emergenza della guardia costiera, da un amico di Trane, che nulla ha potuto fare per impedire la caduta in mare. Il 67enne, infatti, ha avuto un mancamento improvviso mentre risaliva la scogliera, e in un attimo è scivolato verso l’acqua, per essere trascinato via dall'impeto dei marosi. L'amico l'ha seguito per un tratto dalla scogliera, fin quando non l'ha visto più. E, purtroppo, le correnti spingevano in quel momento in direzione sud-est, quindi verso il largo. Dopo aver ricevuto la chiamata, la sala operativa della capitaneria di porto di Gallipoli ha assunto immediatamente il coordinamento di ricerche che appaiono, però, davvero molto complesse. 

Il precedente analogo

Purtroppo, la situazione ricorda da vicino quanto avvenuto ai primi di marzo, quando Donato Sergi, un 76enne di Corsano, uscito anch’egli da casa con la canna da pesca, non fece più ritorno. In quel caso, non vi fu alcun testimone. Fu la famiglia ad avvisare le autorità, temendo che fosse accaduto qualcosa. Sergi, molto probabilmente, ebbe una sorte analoga a quella di Trane: caduto in mare, magari per un malore, in località Funnuvojere (zona impervia del litorale di Corsano) le ricerche furono da subito quasi impossibili, a causa del mare grosso. Si conclusero dopo una settimana ininterrotta di esplorazioni, in cui i sommozzatori perlustrarono ogni singola grotta subacquea. Il corpo non è mai stato ritrovato.

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