Dj ferito a colpi di pistola, l'aggressore al gip: "Volevo soltanto spaventarlo"

Si è difeso così Marco Cordella, il 43enne di Copertino accusato del ferimento, avvenuto lo scorso 26 aprile, di Alessio Franco

LECCE - Ha esploso due colpi d’arma da fuoco contro il fidanzato della figlia per spaventarlo. Non era sua intenzione ucciderlo. Si è difeso così Marco Cordella, il 43enne di Copertino accusato del ferimento, avvenuto lo scorso 26 aprile, di Alessio Franco, dj di 28 anni suo compaesano.

Lo ha fatto questa mattina durante l’interrogatorio col gip (giudice per le indagini preliminari) Simona Panzera, che ha poi convalidato il fermo per tentato omicidio, ricettazione, porto abusivo d’arma da fuoco e contraffazione di armi, disposto due giorni fa, quando Cordella dopo essersi reso irreperibile si era consegnato ai carabinieri della tenenza di Copertino, accompagnato dal suo avvocato Laura Alemanno.

Stando a quanto riferito al giudice dallo stesso indagato, all’origine del gesto costato al giovane dj ferite lievi alla scapola sinistra e alla coscia destra (giudicate guaribili in dieci giorni) ci sono contrasti maturati in ambito familiare.

Durante le indagini, i carabinieri hanno sequestrato l’auto utilizzata da Cordella per la fuga, una Fiat Panda, dove all’interno c’erano l’arma, una pistola clandestina a tamburo, e tre proiettili calibro 22.  Il ragazzo è assistito dall’avvocato Paolo Spalluto.

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