"Dolce Riva": respinta l'istanza di dissequestro, stagione estiva a rischio

Il gip ha confermato il provvedimento. Il legale dei proprietari punta il dito contro i ritardi dei consulenti nominati dalla Procura

Scorcio di Otranto.

LECCE – Resta sotto sequestro uno dei lidi più famosi del Salento, il Dolce Riva di località Cerra, nei pressi di Otranto. Il gip del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, ha infatti respinto l'istanza di dissequestro della struttura balneare, dopo l’apposizione dei sigilli avvenuta a metà dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati, come prassi, i due titolari e il progettista della struttura, in funzione dal 2008.

“Le motivazioni mi paiono discutibili e fuori tema – commenta l’avvocato Mauro Finocchito, legale dei proprietari –, l'impugnazione non metteva certamente in discussione la complessità degli accertamenti, ma il fatto se la loro esecuzione fosse incompatibile con la disponibilità del bene da parte dei titolari, una volta che tutti i rilievi e le misurazioni in situ risultavano eseguiti. Nel caso di specie tutti i rilievi ed i sopralluoghi sono stati ultimati ad aprile. Si attende solo la materiale scrittura della perizia da parte del consulente tecnico della Procura, che continua a chiedere proroghe. Col ricorso avevamo eccepito che in tal modo si stanno scaricando sui titolari della struttura i ritardi dei consulenti della Procura e che questo è intollerabile in uno Stato di diritto, perché in tal modo si trasforma di fatto il sequestro probatorio, che ha la sola finalità  di ricerca della prova, e che presuppone che le cose in sequestro siano immediatamente restituite quando gli accertamenti materiali sul bene sequestrato siano stati ultimati, in sequestro preventivo, che impedisce l'utilizzo della struttura quando un reato è stato già accertato, cosa, quest'ultima, che nel caso di dolce Riva non è avvenuta”.

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“Per queste ragioni – prosegue il legale –, è mio personale convincimento che la Cassazione riformerebbe agevolmente il provvedimento, non essendoci più le esigenze probatorie che ne giustifichino il mantenimento. Il punto è che nel tempo necessario alla decisione della Corte Suprema la stagione sarà finita. Ciò nondimeno confidiamo ancora nella possibilità di una soluzione concordata con la Procura, per molti altri versi dimostratasi comprensiva e collaborativa in questa vicenda, che tenga insieme le esigenze istruttorie e quelle imprenditoriali, salvando in extremis la stagione. Ne attendiamo con fiducia le determinazioni”.

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