Era ai domiciliari: sul cellulare foto con parenti e amici a festeggiare

Un 20enne ha violato gli obblighi della misura cautelare incontrando in casa persone non conviventi e comunicando con loro in vario modo

La stazione dei carabinieri di Surbo.

SURBO – Ristretto agli arresti domiciliari, intratteneva telefonicamente o in via telematica, rapporti con persone non facenti parti del nucleo convivente, e tra queste anche alcune gravate da precedenti penali.

I carabinieri di Surbo hanno controllato il telefono cellulare che era nella disponibilità dell’uomo, Teodoro Vitale, 20enne nato a Mesagne ma residente a Lecce e di fatto domiciliato a Surbo. Dal controllo del dispositivo, protetto da riconoscimento facciale e password, sono emerse alcune foto che lo ritraevano, il 21 agosto, insieme a parenti ed amici accorsi per festeggiare un avvenimento importante.

Constatate le ripetute violazioni della misura cautelare, i militari hanno dato esecuzione al provvedimento che dispone la detenzione in carcere, firmato dal giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella.  La stessa sorte, il 19 agosto, era toccata al padre, Domenica, arrestato il 18 giugno per detenzione illegale di stupefacente, ristretto ai domiciliari e poi sorpreso a comunicare con persone non conviventi.

Teodoro Vitale era stato arrestato ad aprile, insieme al fratello Pompeo, nel corso di una operazione di polizia per la ricerca di droga in due masserie riconducibili alla sua famiglia, in contrada Varrazze, nel territorio di Lecce. Dopo un periodo di carcerazione, per il 20enne erano stati disposti i domiciliari.

Altre due misure restrittive

I carabinieri di Veglie hanno colto in flagranza di reato Eupremio Lauretti, 45enne nato in Francia e detenuto ai domiciliari per sequestro di persona in concorso. L’uomo era stato notato, poco prima, nei pressi di un bar del posto. L’uomo sarà processato per direttissima.

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A Copertino, infine, i carabinieri della locale tenenza hanno eseguito un provvedimento di revoca del decreto di sospensione e contestuale ripristino della misura coercitiva (due anni di reclusione), emesso dall’ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale, per un 45enne nato in Senegal e residente a Copertino, Malik Papa Mbodji, ritenuto responsabile di reati commessi nel 2015.

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