Don Cesare, la Cassazione annulla la prima condanna

L'accusa per l'ex responsabile del centro di accoglienza Regina Pacis, nel maggio del 2005, fu di simulazione di reato. La sentenza fu confermata in Appello. Ora l'annullamento della suprema corte

Don Cesare con l'avvocato Antonella Corvaglia (foto di repertorio).
E' stata annullata dalla Cassazione la prima condanna riportata dall'ex responsabile del centro di accoglienza "Regina Pacis", don Cesare Lo deserto. Nel maggio del 2005, il gup Annalisa De Benedictis accolse la richiesta del pubblico ministero Paola Guglielmi, infliggendo otto mesi di reclusione al prelato, uomo simbolo dell'accoglienza nel Salento, con l'accusa di simulazione di reato. Si sarebbe fatto inviare, dai suoi stessi collaboratori, secondo la tesi accusatoria, falsi messaggi con minacce di morte per ottenere la proroga del servizio di scorta personale.

La sentenza fu confermata anche in Appello, ma gli ermellini hanno accolto con una sentenza pronunciata in giornata, la richiesta dello stesso pg e dei difensori del prelato, gli avvocati Emilio Ricci e Federico Massa che hanno sostenuto nel corso della discussione come la stessa interpretazione dei fatti fosse insufficiente per giustificare una sentenza di condanna. Pur potendo annullare con rinvio, la Suprema Corte è andata oltre convinta che il materiale probatorio non avrebbe potuto giustificare una sentenza di condanna. Inoltre, hanno rimarcato gli avvocati, "l'ambiente giudiziario leccese non sarebbe sereno quando si tratta di giudicare don Cesare".

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