Donna deceduta mentre allattava il figlio, il gip dispone nuove indagini

Il gip Vincenzo Brancato ha accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione formulata dall’avvocato Massimo Bellini nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giuseppina Liaci, la donna di 37 anni di Arnesano deceduta il 16 aprile del 2014 nel reparto di Ginecologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il gip ha disposto nuovi accertamenti medico legali

LECCE – Il gip Vincenzo Brancato ha accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione formulata dall’avvocato Massimo Bellini nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giuseppina Liaci, la donna di 37 anni di Arnesano deceduta il 16 aprile del 2014 nel reparto di Ginecologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il gip ha disposto, sulla base di quanto evidenziato dall’avvocato Bellini (legale dei famigliari della vittima), nuovi accertamenti medico legali e l’ascolto di due testi, presenti nella stessa stanza della donna al momento del decesso, entro il 30 novembre. Il fascicolo, epr cui la Procura aveva chiesto l'archiviazione, è ancora a carico di ignoti.

Tre gli aspetti chiave alla base dell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, anche e soprattutto attraverso l’analisi dlla consulenza disposta dalla stessa Procura, vi sono il primo intervento di parto cesareo avvenuto in data 4 aprile, in cui la paziente avrebbe subito una lesione vescicale (ritenuta una complicanza dell’intervento); e il secondo intervento chirurgico cui la 37enne era stata sottoposta il 13 aprile, per l’asportazione della fistola vescicale (in cui alla donna erano stati asportati anche l’utero e le ovaie). Due interventi in un breve lasso di tempo (dovuti a imperizia e negligenza) che, secondo quanto evidenziato, potrebbe avere irrimediabilmente compresso il quadro clinico della paziente.

Nell’atto di opposizione si punta il dito anche contro i presunti ritardi nei soccorsi alla donna e la tempestività dell’intervento del personale medico e infermieristico. Intervento avvenuto, secondo quanto denunciato, solo quando il convivente della vittima, dopo lunghissimi minuti di vana attesa, avrebbe spostato fisicamente il letto in cui la 37enne era ricoverata nel corridoio del reparto.

Quella di Giuseppina Liaci fu una morte tragica e improvvisa, che colpì la donna mentre allattava il bimbo partorito una dozzina di giorni prima. Fu il convivente della donna a trovare il corpo senza vita della donna. Pochi minuti prima la donna aveva parlato al telefono con il compagno, che le aveva annunciato la sua visita di lì a poco. “Le infermiere mi hanno appena portato il bambino” avrebbe detto la 37enne al marito, “cerca di arrivare presto, così lo vedi anche tu”. Al telefono la donna sembrava stare bene e non accusare alcun malore. Giunto nella stanza di ospedale, però, l’uomo si è trovato di fronte a una tragedia difficile anche da raccontare. Il corpo senza vita di Giuseppina Liaci giaceva privo di vita nel letto d’ospedale, stringendo ancora al petto il neonato.

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