Dopo l'incendio il sequestro e la denuncia per marijuana, ma non era droga

La controversa vicenda di un 38enne. A distanza di mesi una consulenza ha stabilito che non si trattava di sostanza stupefacente

LECCE – Quella di Salvatore Martella, 38enne originario di Pietrelcina (in provincia di Benevento) ma residente a Nociglia, è la storia di un uomo vittima due volte: prima di un attentato incendiario ai danni della sua abitazione, poi di un’accusa ingiusta di produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

La sera del 13 dicembre ignoti appiccano il fuoco, con del liquido infiammabile, fra la persiana e la porta d’ingresso della sua abitazione, mentre lui era assente. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, arrivano i carabinieri che, durante il sopralluogo, trovano nell’immobile numerose piante in fase di essiccazione, più foglie e semi della stessa sostanza, indicata come marijuana, per tre chili e 100 grammi. Tutto il materiale viene sequestrato e per Martella scatta la denuncia (fortunatamente a piede libero).

Ci sono voluti più di quattro mesi, e una consulenza disposta dal pubblico ministero Paola Guglielmi, per stabilire che si trattava di “Canapa sativa”, con un principio attivo non determinabile. Non si trattava, dunque, di sostanza stupefacente ma di normale Canapa (la cui coltivazione era stata autorizzata), utilizzata in commercio dal campo tessile a quello alimentare. Per il 38enne la fine di un incubo tra accuse, gogna mediatica, danni economici e udienze.

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