Dopo l'orrore del massacro, un intero paese si ferma in ricordo delle vittime

Venerdì sera sotto i colpi di pistola esplosi da un 57enne, sono caduti figlio, padre e zia. Il sindaco di Cursi ha proclamato il lutto cittadino

CURSI – Un paese di poco più di 4mila abitanti vive oggi uno dei momenti più drammatici ed emotivamente intensi della sua storia recente. A Cursi, infatti, alle 16.30 è iniziata la celebrazione, presso la chiesa madre di San Nicola, dei funerali di Andrea Marti, del padre Franco e della zia Maria Assunta Quarta.

Sono le vittime cadute sotto i colpi di pistola esplosi da Roberto Pappadà nella tarda serata di venerdì. Esito truce di rancori covati nel tempo per questioni banali che non di rado inaspriscono i rapporti tra vicini. L'efferato delitto avrebbe potuto avere un esito ancora più nefasto: la fidanzata di Andrea, che era a bordo con lui sulla prima auto rientrata in via Tevere, è stata "risparmiata". La madre, invece, è stata ferita: era tornata casa su un'altra vettura con il marito, la sorella e il marito di quest'ultima, che è riuscito a mettersi al riparo.

Il sindaco, Antonio Melcore, ha disposto in mattinata la proclamazione del lutto cittadino, in vigore dalle 14 alle 19. Il primo cittadino ha ordinato l’esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici e ha invitato i titolari di esercizi commerciali, la organizzazioni di ogni tipo e le associazioni sportive a sospendere le proprie attività “in segno di accoglimento e rispetto durante i funerali”.

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