Ordigni e 25 chili di droga: condannato il 63enne che ferì il collaboratore di giustizia

E’ di quattro anni e tre mesi, il verdetto emesso nel processo discusso con rito abbreviato nei riguardi di Ciro Vacca. L’uomo, noto per i suoi trascorsi giudiziari, fu arrestato lo scorso aprile

LECCE – Gli sono costati quattro anni e tre mesi di reclusione quei due ordigni e quei 25 chilogrammi di marijuana, più 15 grammi di cocaina, che i finanzieri trovarono in un’abitazione a Lizzanello, il 26 aprile 2018. La condanna inflitta oggi nel processo discusso col rito abbreviato si aggiunge al curriculum di Ciro Vacca, il 63enne di Cavallino noto per aver ferito a colpi di pistola il collaboratore di giustizia Gioele Greco e il proprio figlio 18enne e per il suo coinvolgimento nell’operazione “Eclissi” (rispetto al quale è pendente il ricorso in Cassazione).

La vicenda sulla quale si è pronunciato in mattinata il giudice Maritati (al quale il pubblico ministero Donatina Buffelli aveva chiesto una condanna a 5 anni e otto mesi) risale, come anticipato, allo scorso aprile, quando i militari attesero l’arrivo di Vacca per fare irruzione nella villetta tenuta da giorni sotto osservazione. In un ripostiglio, trovarono due bombe munite di miccia e tre involucri di cellophane con 25 chili di marijuana; in un bicchiere di plastica, 15 grammi di cocaina. Tutto il materiale fu sequestrato, insieme alla somma di 920 euro e a due banconote, da euro 20, risultate contraffatte.

L’imputato era difeso dall’avvocato Fulvio Pedone.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ubriaco in contromano, causa incidente con una vittima: conducente in arresto

  • Tallonano la Punto, poi il colpo di pistola per far scendere la vittima

  • Paura sulla statale: perde il controllo e si schianta contro guardrail e albero

  • Cade da un'altezza di dieci metri praticando il parkour: 16enne in gravi condizioni

  • Dalla perquisizione della vettura spunta la droga: coppia di fruttivendoli nei guai

  • Suv scorrazzano tra studenti e bagnanti. E si tenta di deviare lo sbocco a mare dell'Idume

Torna su
LeccePrima è in caricamento