In casa pistola e oltre un chilo di droga: 23enne patteggia condanna a 4 anni

Tomas Barbetta, 23enne incensurato di Squinzano, arrestato dai carabinieri a febbraio scorso per detenzione di sostanza stupefacente e d'arma. Nella sua abitazione nascondeva un piccolo bazar della droga, oltre che una pistola calibro 9x21

LECCE – Ha patteggiato una condanna a 4 anni e quattro mesi di reclusione Tomas Barbetta, 23enne di Squinzano, arrestato dai carabinieri a febbraio scorso per detenzione di sostanza stupefacente e d’arma. Nella sua abitazione alla periferia di Squinzano nascondeva un piccolo bazar della droga, oltre che una pistola calibro 9x21, risultata rubata a Taviano, e diverse munizioni. La sentenza è stata emessa dal gup Alcide Maritati che, al pari del magistrato titolare del procedimento, il sostituto procuratore Francesca Miglietta, ha accolto la richiesta di patteggiamento formulata dal legale del 23enne, l’avvocato Benedetto Scippa. Il gup, inoltre, accogliendo l'istanza del penalista leccese, ha disposto la scarcerazione del 23enne, che si trova ora ai domiciliari.

Nel corso di un’accurata perquisizione presso l’abitazione di Barbetta i carabinieri della stazione di Squinzano scoprirono circa un chilo e mezzo di hashish, 30 grammi di cocaina e, come detto, una pistola e relative munizioni. A completare il “tesoretto” scoperto dai militari dell’Arma, altre cartucce di vario calibro (due cal. 7,62, cinque cal. 7,65), 20 colpi a salve, una mazza da baseball, un coltello a serramanico e tre candelotti di artifizi pirici.

BARBETTA TOMAS-3Con Barbetta in manette finì anche un altro ragazzo, domiciliato presso la sua abitazione, Emanuele Tafuro, 24 anni. La sua posizione è stata però stralciata. Barbetta era già balzato all’onore delle cronache nel maggio scorso quando, in piena notte, furono sparati alcuni colpi di fucile contro una finestra della sua abitazione. Il 22enne rimase miracolosamente illeso, mentre a riportare lievi ferite fu un suo parente. Per quell’episodio, con l’accusa di tentato omicidio, furono poi arrestati dai carabinieri Palo Scazzi, 23enne, e due 28enni, Fausto Valeriano Poso e Cosimo Emiliano Palma.

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