Operazione “Diarchia”, chieste condanne per oltre 150 anni di reclusione

Per il procuratore Cataldi, quella capeggiata da Montedoro era un’associazione distaccata dalla Scu. Invocati 16 anni per il collaboratore. Attesa per il 14 febbraio, la sentenza

LECCE - “Quella di Casarano era una cellula mafiosa autonoma dalla Sacra Corona Unita”, è stato questo uno dei punti cruciali sostenuti dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi nel processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione “Diarchia”.

Oltre al magistrato a capo della Dda (direzione distrettuale antimafia) di Lecce, oggi, davanti al gup Cinzia Vergine, ha preso la parola anche il pubblico ministero Massimiliano Carducci, secondo il quale le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Tommaso Montedoro avrebbero offerto una tesi alternativa al tentato omicidio di Luigi Spennato (il 41enne fu gravemente ferito a colpi di pistola e kalashnikov il 28 novembre 2016 a Casarano), tali da non poter sostenere allo stato l’accusa che fosse lui il mandante. Al termine della requisitoria, sono state invocate condanne per oltre 150 anni di carcere. E il verdetto potrebbe arrivare già nella prossima udienza, il 14 febbraio, al termine delle arringhe difensive, iniziate oggi con l’avvocato di Montedoro, Sergio Luceri.

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In particolare, per il collaboratore, la richiesta è stata di 16 anni; di 20 anni per Luca Del Genio, 27 anni, di Casarano; di 18 per Antonio Andrea Del Genio, 33, di Casarano, di 17 anni per Damiano Cosimo Autunno, 52, di Matino; di 16 anni per Ivan Caraccio, 31, di Casarano; di 9 per Lucio Sarcinella, 22, di Casarano; di 4 anni e 10mila euro di multa per Salvatore Carmelo Crusafio, 43, residente a Matino; di 17 anni per Giuseppe Corrado, 46, di Ruffano; di 7 anni e mezzo per Marco Petracca, 42, di Casarano; di 8 anni e 30mila euro di multa per Domiria Lucia Marsano, 41, di Lecce; di 14 anni per Maurizio Provenzano, 47, di Lecce; di 7 anni e 30mila di multa per Sabin Braho, 32enne di origini albanesi ma residente a Brindisi.

Al vaglio del giudice Vergine anche la richiesta di patteggiamento a 4 anni e 3 mesi di Andrea Cecere, 37 anni, di Nardò, avanzata attraverso l’avvocato Giuseppe Bonsegna. Fanno parte del pool difensivo gli avvocati: Carlo Martina, Attilio De Marco, Giuseppe Corleto, Mario Coppola, Antonio Venneri, Simone Viva e Andrea Stefanelli. Il Comune di Casarano è parte civile al processo con l’avvocato Francesco Vergine.

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