Due morti sospette al "Vito Fazzi", nove i medici indagati. Indagini della magistratura

Sono nove i medici indagati nell'ambito di due inchieste giudiziarie su altrettanti presunti casi di malasanità. Il primo caso riguarda la morte del 42enne fasanese Daniele Saponaro. Il secondo, iElisabetta Graziani, la donna di 68 anni originaria di Lequile

LECCE – Sono sette i medici iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del 42enne fasanese Daniele Saponaro, deceduto per cause poco chiare domenica mattina nel reparto di Chirurgia toracica dell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Una morte tanto improvvisa quanto inaspettata, che ha spinto i famigliari della vittima, assistiti dall'avvocato Francesco Gentile, a presentare un esposto, evidenziando possibili relazioni tra l’intervento e la morte del 42enne. Nella denuncia la famiglia chiede sia fatta luce sul decesso di Saponaro e per questo è stato chiesto il sequestro della cartella clinica e l'autopsia sul corpo della vittima. La salma si trova nella camera mortuaria del Fazzi, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’esposto è finito sulla scrivania del magistrato di turno, il sostituto procuratore Maria Vallefuoco, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Martedì prossimo il pubblico ministero conferirà al medico legale l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo dell’uomo e disporre il sequestro delle cartelle cliniche. Accertamenti necessari a stabilire cause e modalità del decesso e fugare ogni dubbio su una more dai contorni poco chiari.

Secondo quanto emerso, la vittima, sposato e padre di una bambina, avrebbe raggiunto il nosocomio salentino nei giorni scorsi, per sottoporsi ad alcuni accertamenti ai polmoni. Domenica mattina, però, le sue condizioni del paziente si sarebbero improvvisamente aggravate, tanto da portare al decesso in poco tempo. Un decesso su cui nessuno sarebbe stato in grado di fornire riscontri e spiegazioni.

Il sostituto procuratore Vallefuoco è titolare anche dell’inchiesta su un altro presunto caso di malasanità, quello legato alla morte di Elisabetta Graziani, la donna di 68 anni originaria di Lequile deceduta martedì scorso al termine di un lungo calvario, come evidenziato dai familiari della donna che, assistiti dall’avvocato Stefano Pati, hanno indicato in un esposto le presunte negligenze del personale medico nei confronti della donna.

A fine agosto la vittima, dopo aver accusato forti dolori addominali, si è recata presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove le sarebbe stata diagnosticata una gastroenterite. Dopo essere stata dimessa, la 68enne avrebbe fatto ritorno a casa, ma le sue condizioni si sarebbero aggravate, tanto da costringerla a un nuovo ricovero. La paziente sarebbe stata quindi sottoposta a intervento chirurgico, ma il quadro clinico sarebbe peggiorato tanto da portare al decesso. Sarà l’autopsia, con ogni probabilità, a sciogliere i dubbi riguardo alla morte, mentre sono due i medici già iscritti nel registro degli indagati, anche se il numero sembra destinato a crescere. 

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